“Se noi confrontiamo la realtà di questo momento in questo luogo con la realtà globale fuori da questa stanza non possiamo non renderci conto di quanto piccola sia questa nostra realtà attuale.  Eppure nei testi edificanti della tradizione Buddhista possiamo leggere che sulla capocchia di uno spillo possono sedere in meditazione centinaia di Bodhisattva. Dunque questo luogo, in sé, non è né grande nè piccolo. E’, semplicemente, un luogo. Se però a questo luogo si vuole attribuire la definizione di ‘Dojo’ ossia ‘Luogo della Via’, le cose stanno un po’ diversamente. Un Dojo, per essere tale presuppone che le persone che lo animano siano consapevoli che non è tanto il luogo esteriore quello che deve emergere bensì il luogo interiore.  La parola ‘dojo’ corrisponde alla parola sanscrita ‘Bodhimandala’ che significa ‘Cerchio Sacro della Saggezza’. Un Dojo è proprio questo e deve essere un luogo in cui i praticanti possono sedere in Zazen serenamente, senza disturbi, freschi in estate e tiepidi in inverno. Oggi inauguriamo ufficialmente il ‘Bukkaidojo’ di Vercelli. Bukkai significa ‘Oceano di Buddha’. L’esistenza dell’oceano dipende dalla esistenza di ciascuna delle gocce che lo compongono ed ognuna di quelle gocce dipende da ciascuno degli atomi di cui è composta. Tutti noi non siamo che atomi di una di quelle gocce che tutte insieme vanno a costituire un oceano, un oceano di Buddha. Auguro a tutti voi di avere il tempo e l’energia per sostenere questo Dojo praticando Zazen, che è la forma universale che permette ad un Bodhimandala di prendere vita e manifestarsi concretamente sulla capocchia di uno spillo insieme ad altri incalcolabili Bodhimandala.

Daido Strumia, durante l’inaugurazione del Dojo, il 12 Dicembre 2009

Si propone un testo tratto dallo SHOBOGHENZO, ideale complemento al testo sopra riportato.

Il dodicesimo Patriarca Anaboteia, spiegando l’oceano della natura-di-Buddha al tredicesimo Patriarca, disse: “Le montagne, i fiumi e la grande terra, tutti dipendono dalla natura-di-Buddha; il samadhi e i sei poteri psichici. si manifestano attraverso di essa”. Dunque, le montagne, i fiumi e la grande terra sono, l’oceano della natura-di-Buddha. “Tutti dipendono” significa che le montagne, i fiumi e la grande terra dipendono dal momento giusto. Dovete sapere che “tutti dipendono” é come la forma dell’oceano della natura-di-Buddha: non ha a che fare con interno, esterno, o a metà tra i due. Perciò, vedere montagne e fiumi è vedere la natura-di-Buddha. Vedere la natura-di-Buddha è vedere la mascella di un asino o la bocca di un cavallo. “Tutti dipendono” equivale a “dipendono interamente”, al di là del capire e del non capire. “Il samadhi e i sei poteri psichici si manifestano attraverso di essa”. Dovete sapere che il manifestarsi e il non manifestarsi di tutti i samadhi dipendono dalla l natura-di-Buddha, così come dipende dalla natura-di-Buddha il fatto che i sei poteri psichici compaiano, o non compaiano. Questi sei poteri psichici non sono soltanto quelli descritti negli Āgama dei seguaci dell’Hīnayāna. “Sei” non è semplicemente un numero adeguato: significa le perfezione delle sei pāramitā.° Non dovremmo perciò considerare i sei poteri sovranormali come fossero: “Le fulgenti punte di innumerevoli fili d’erba e la radiosa mente dei Buddha e dei Patriarchi”. Anche se possediamo i sei poteri psichici, un simile ostacolo sopraggiunge col fluire dell’oceano della natura-di-Buddha.