Gli Insegnamenti Zen di Huang-po 
Tratto da: http://www.abuddhistlibrary.com/Buddhism/htm
Introduzione – Prefazione di P’ei Hsiu – Archivio di Chung-Ling –
Archivio di Wan-Ling – Un Gatha di P’ei Hsiu – Post scriptum 
Traduzione di Aliberth –

 
Introduzione del Traduttore in Inglese
La Mente non è né grande né piccola; non è localizzata all’interno né all’esterno. Non si dovrebbe pensare, riguardo alla mente, né si dovrebbe discuterla con parole. Ordinariamente, si dice che noi usiamo la Mente per trasmettere la Mente, o che usiamo la Mente per convalidare la Mente. In realtà, comunque, nel trasmettere la Mente, non c’è realmente nessuna Mente da ricevere o da ottenere; e nel convalidare la Mente, non c’è realmente nessuna Mente da convalidare. Allora, se è questo il caso, la Mente esiste o non esiste? In realtà, non si può dire con certezza che la Mente esiste o che non esiste, perché essa è la Realtà Assoluta. Questo nel Ch’an è espresso con la massima: "Se apri la tua bocca, sei in errore. Se generi anche un solo pensiero, sei in errore". Quindi, se voi potete totalmente acquietare il vostro pensare, tutto ciò che resta è vacuità e calma.  
La Mente è Buddha; Il Buddha è la Mente. Tutti gli esseri senzienti e tutti i Buddha hanno la stessa Mente, che è vuota e senza confini, senza nome né forma, ed è incommensurabile. Quale è il vostro Volto Originale, e cos’è il Hua-Tou? Il vostro Volto Originale è senza discriminazione. Il Hua-Tou è la Realtà prima del sorgere di un solo pensiero. Quando questa Mente è illuminata, è il Buddha; ma quando è confusa, essa rimane solamente la mente degli esseri senzienti.  
Il Maestro Ch’an Huang-po Tuan-Chi fu uno dei maggiori discendenti di Dharma del sesto Patriarca ed era il figlio di Dharma del Maestro Ch’an Pai-Chang. Egli fu illuminato dal Veicolo Supremo per realizzare la Verità. La Trasmissione della Mente è solo questo? Si, nient’altro che questo!  
‘Il Dharma della Trasmissione della Mente’, l’insegnamento del Maestro Ch’an Huang-po Tuan-Chi, è un titolo che include La Raccolta di Chung-Ling e la Raccolta di Wan-Ling. Questi Archivi sono sermoni e dialoghi del Maestro che sono stati raccolti e registrati dal suo eminente seguace P’ei Hsiu.  P’ei Hsiu, ufficiale statale e grande studioso, trascrisse quegli insegnamenti del Maestro che poteva ricordare nel 857 d.C., durante la Dinastia T’ang, otto anni dopo la morte del Maestro (che avvenne nel 850 d.C.), quindici anni dopo il suo primo periodo di istruzione dal Maestro in un tempio vicino a Chung Ling (842 D.C.), e nove anni dopo il suo secondo periodo di istruzione nel tempio vicino a Wan-Ling (848 D.C.). Gli Archivi furono presumibilmente compilati e pubblicati un pò più tardi nella Dinastia T’ang da una persona ignota, e contengono una "Prefazione" dell’archivista, P’ei Hsiu.  
Vorrei dire a tutti gli attuali e futuri studenti del Dharma, sia in Occidente che in Oriente, ed a tutti i miei buoni amici: ‘Se volete praticare, dovreste praticare proprio come questo esimio Maestro Ch’an, Huang-po Tuan-Chi.  Così potrete anche realizzare l’Illuminazione Improvvisa’.  
Dharma Master Lok To, Young Men’s Buddhist Association of America; Bronx, New York – XII,1985. –
Nota: per aiutare il lettore, alla fine del testo è stato incluso un glossario dei termini Sanskriti
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Prefazione di P’ei Hsiu  
Il grande Maestro Ch’an il cui nome di Dharma era Hsi Yun, risiedeva sotto il Picco dell’Avvoltoio sulla Montagna di Huang-po, che è nella Contea Kao-An in Hung-Chou. Egli era il discepolo maggiore di Ts’ao-Ch’i, il sesto Patriarca, ed il figlio di Dharma di Pai-Chang. Era un devoto del Supremo Veicolo Mahayana e lo convalidava senza parlare, insegnando solo la Trasmissione della Mente e nessun altro Dharma. Egli sosteneva che sia la Mente che la sostanza sono vuote e che le interrelazioni tra i vari fenomeni sono instabili. Così, in realtà, tutto è vuoto e immobile come la luce radiante del sole nel cielo, che splende puro e brillante su tutto il mondo. Se uno ha raggiunto questa comprensione, non manterrà più nella sua mente nessun concetto di dualità, come il nuovo contro il vecchio o il basso contro l’alto? Se uno ha raggiunto questa comprensione, non tenterà di spiegare il suo significato, né sosterrà visioni parziali, in un modo o nell’altro, riguardo a particolari sètte. Il Maestro indicò soltanto che solo "è!" è la corretta comprensione. Quindi, il permettere che sorga anche un solo pensiero, è sbagliato. Lui spiegò chiaramente che il profondo significato oltre le parole è il Tao, che è sottile, e la cui azione è solitaria ed uniforme.  
Quindi, molti discepoli vennero a lui dalle quattro direzioni, la maggior parte dei quali diventarono pressochè illuminati al solo vedere il Maestro; ed alcune volte lui era accompagnato di solito da uno stuolo di più di mille discepoli.  
Nel secondo anno di Hui-Ch’ang (842 D.C.), io stavo in Chung-Ling, ed invitai il Maestro a scendere in città dalla montagna. Mentre stavamo insieme al Tempio Lung-Hsing, ogni giorno io chiedevo al Maestro di trasmettermi il Dharma. Anche più tardi, nel secondo anno di Ta-Chung (848 D.C.), che io stavo in Wan-Ling, invitai di nuovo il Maestro in città. A quel tempo, risiedendo insieme al Tempio K’ai Yuan, io ricevetti ogni giorno il Dharma dal Maestro. Alcuni anni più tardi, feci una registrazione  del Dharma che il Maestro mi aveva trasmesso, ma io potevo ricordarne solamente una piccola parte. Ciononostante, io considero quello che è stato qui trascritto come il genuino sigillo del Dharma della Mente. Inizialmente, ebbi delle riserve circa il rendere pubblica questa Dottrina, ma dopo, temendo che questo meraviglioso e profondo Insegnamento potesse non essere disponibile o conosciuto dai futuri ricercatori della verità, io decisi di pubblicarlo.  
Così, con questo in mente, ho spedito il manoscritto a Tai-Chou Fa-Chien, discepolo del Maestro, chiedendogli di tornare al Tempio Kuang-T’ang, sull’antica montagna, e discutere la mia registrazione con alcuni monaci più anziani e gli altri membri del Sangha per determinare quanto esso fosse in linea o quanto differisse da ciò che essi stessi avevano sentito ed imparato dal Maestro.
L’ottavo giorno della Decima Luna dell’undicesimo anno di Ta-Chung -Dinastia T’ang (8, X, 857 D.C.).  
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La Raccolta di Chung-Ling  
Tutti i Buddha e tutti gli esseri senzienti non sono affatto diversi dalla Mente Unica. In questa Mente Unica non c’è niente che sorge e niente che cessa, non c’è nome né forma, né lungo e né corto, nè grande e né piccolo, e non c’è né l’esistenza né la non-esistenza. Essa trascende tutti i limiti di nome, parola e relatività, ed è illimitata come il grande Vuoto. Far sorgere il pensiero è erroneo, ed ogni speculazione riguardo ad esso con le nostre facoltà ordinarie è inapplicabile, irrilevante ed imprecisa.  Solo la Mente è Buddha, e Buddha ed esseri senzienti non sono differenti. Tutti gli esseri senzienti si aggrappano alla forma e cercano fuori da se-stessi. Usano il Buddha per cercare il Buddha, quindi essi usano la mente per cercare la Mente. Praticando in questa maniera, finanche alla fine del kalpa, non potranno raggiungere alcun risultato. Tuttavia, il Buddha all’improvviso appare, quando cessano il pensiero e la discriminazione.  
La Mente è Buddha, ed il Buddha non è affatto diverso dagli esseri senzienti. La Mente degli esseri senzienti non diminuisce; la Mente del Buddha non aumenta. Inoltre, le sei paramita e tutte le shila, (moralità), innumerevoli come i granelli di sabbia del Gange, appartengono alla stessa propria mente. Quindi, non c’è nessun bisogno di fuoriuscire da sé stessi per generarle. Quando le cause e condizioni si riuniscono, esse appariranno; come le cause e condizioni si separano, esse scompaiono. Quindi se non si ha la comprensione che la propria stessa Mente è davvero il Buddha, uno allora si aggrapperà soltanto alla forma della pratica e creerà ancora più illusione. Questo approccio è precisamente l’opposto del sentiero di pratica del Buddha. Solo questa Mente è proprio il Buddha! Nient’altro lo è!  
La Mente è trasparente, non avendo nessuna forma o aspetto. Dando origine alla discriminazione ed al pensiero ci si aggrappa ad essi e si va contro il naturale Dharma. Fin da tempi senza inizio, non c’è mai stato un Buddha che si aggrappa. La pratica delle sei paramita e le altre varie discipline è nota come il metodo graduale di diventare un Buddha. Questo metodo graduale, tuttavia, è una sorta di idea secondaria, e non rappresenta il completo sentiero per il Perfetto Risveglio. Se uno non capisce che la propria mente è Buddha, nessun Dharma potrà mai essere realizzato.  
I Buddha e gli esseri senzienti possiedono la stessa Mente fondamentale, e senza mescolarsi né disgiungersi dalla qualità della vera vacuità. Quando il sole risplende sulle quattro direzioni, il mondo diviene luminoso, ma la vera vacuità non è mai luminosa. Quando il sole cala, il mondo diviene scuro, ma la vacuità non è mai scura. Gli stati di luce e del buio si distruggono l’un l’altro, ma la natura della vacuità è chiara ed imperturbata. La Vera Mente dei Buddha e degli esseri senzienti gode di questa stessa natura.  
Se uno pensa che il Buddha sia pulito, brillante e liberato, e che gli esseri senzienti siano sporchi, scuri ed impegolati nel samsara, e, inoltre, se uno anche usa questa visione per praticare, allora benché uno perseveri attraverso kalpa innumerevoli come i granelli di sabbia del Gange, non arriverà mai al Bodhi (Risveglio). Quello che esiste per i Buddha e per gli esseri senzienti, tuttavia, è la Mente Incondizionata (Asamskrta-citta) che non ha nulla da raggiungere. Vi sono molti studenti di Ch’an che, non comprendendo la natura di questa Mente, usano la Mente per generare la Mente, così essi si aggrappano alla forma e cercano aldifuori di se-stessi. Nondimeno, questo è solamente seguire il sentiero del male e non è realmente il sentiero di pratica per il Bodhi.  
Fare offerte ad un "senza-mente" supera in merito le offerte fatte a chiunque altro. Perché è così? Perché ‘senza-mente’ noi abbiamo il Buddha Incondizionato, che non ha movimento né ostruzione.  Solo questo è il vero vuoto, né attivo né passivo, senza forma o luogo, senza guadagno o perdita.  
Il Bodhisattva Manjusri simboleggia la grande sostanza (il principio) e il Bodhisattva Samantabhadra simboleggia la grande funzione (l’azione). Sostanza significa vacuità, essere senza ostacoli; funzione significa non-forma, essere inesauribili. Il Bodhisattva Avalokitesvara simboleggia il mahakaruna (la grande compassione), e il Bodhisattva Mahasthama simboleggia il mahaprajna (la grande saggezza). Vimalakirti significa "nome puro". Purezza è natura, e nome è forma. Nome e forma non sono diversi, e perciò Vimalakirti è chiamato "nome puro". Questi grandi Bodhisattva simboleggiano quelle qualità salubri, o perfezioni, che tutti noi possiediamo intrinsecamente. Non c’è nessuna Mente da dover cercare aldifuori di noi-stessi. Comprendendo il "così è", le persone immediatamente si risvegliano.  Molti contemporanei studenti di Dharma non investigano le loro proprie menti, ma invece la cercano aldifuori e si aggrappano alle forme. Temendo di non riuscire, essi non possono entrare nell’area del Ch’an e, perciò, sperimentano impotenza e frustrazione, e riprendono a cercare una comprensione e conoscenza intellettuali. Perciò, molti studenti si sforzano per comprensione dottrinale o intellettuale, ma assai pochi raggiungono lo stato di Vero Risveglio. Essi, quindi, nel loro errore, procedono nella direzione totalmente opposta al Bodhi.  
Si dovrebbe emulare la grande Terra. Tutti i Buddha, Bodhisattva, dèva ed esseri umani camminano sulla terra, ma la Terra non si allieta a causa di questo. Quando su di essa camminano pecore, buoi, formiche, ecc., la Terra non si arrabbia. Ornata di varie gemme, gioielli e rare fragranze, la Terra non genera avidità. Sopportando escrementi e cattivi odori, la Terra non manifesta odio o disgusto. La Mente Incondizionata è senza-mente, oltre la forma. Tutti gli esseri senzienti e i Buddha non sono diversi; la Mente Perfettamente Risvegliata è così. Se gli studenti di Dharma sono incapaci di lasciar improvvisamente andare la mente condizionata, ed invece praticano in altri modi, potranno passare molti kalpa ma essi ancora non saranno giunti al Bodhi. Poiché sono legati al loro pensare ai meriti dei Tre Veicoli, essi non raggiungeranno mai la genuina Liberazione.  
Alcuni studenti raggiungono rapidamente lo stato di Mente liberata, altri più lentamente. Dopo avere ascoltato un discorso di Dharma, alcuni raggiungono direttamente la "non-mente". Altri, al contrario, devono prima passare gradualmente attraverso i dieci livelli della fede del Bodhisattva, il Dasabhumi, le dieci tappe dello sviluppo del Bodhisattva, prima di ottenere la Mente Perfettamente Risvegliata.  Sia che uno prenda un tempo lungo o corto, comunque, una volta raggiunta, la "non-mente" non può essere mai più persa. Con nulla più da coltivare e nulla più da raggiungere, uno comprende che questa "non-mente" è la vera Mente, e non la falsa. Sia raggiungendo questo stadio rapidamente, o gradualmente dopo essere passati attraverso i vari livelli di sviluppo del Bodhisattva, l’ottenimento della"non-mente" non può essere caratterizzato in termini di superficiale o profondo. Quegli studenti che non possono raggiungere questo stato di comprensione e conseguente liberazione continuano a creare stati mentali salubri ed insalubri aggrappandosi alle forme, creandosi così ulteriore sofferenza nel samsara.  
In breve, niente è migliore che riconoscere improvvisamente il Dharma Originale. Questo Dharma è la Mente, e aldifuori della Mente non c’è Dharma. Questa Mente è il Dharma, e aldifuori di questo Dharma non c’è mente. La mente in sé non è "mente" ne é "non-mente". Risvegliate la mente alla "non-mente" e otterrete la silenziosa ed improvvisa comprensione. Solo questo!!  
Un Maestro Ch’an disse: "Rompete la strada delle parole e distruggete la sede dei pensieri!". Questa stessa Mente è la pura Fonte ultima del Buddha; e tutti i Buddha, Bodhisattva ed esseri senzienti possiedono questa stessa Mente. Tuttavia, alcune persone, a causa dell’illusione e discriminazione creano i molti frutti del karma. Il Buddha originale non contiene nulla. Risvegliatevi improvvisamente, profondamente e completamente al vuoto, alla pace, splendore, meraviglia e beatitudine di questo Buddha Originale!!  
Il conseguimento di colui che ha praticato le innumerevoli porte del Dharma in tutti i tre kalpa, dopo esser passato attraverso i dieci livelli del Bodhisattva, ed il conseguimento di uno che si è risvegliato improvvisamente alla Mente Unica è uguale. Entrambi hanno raggiunto proprio il loro stesso Buddha Originale. Il primo tipo di discepolo, l’ottenitore graduale, dopo essere giunto al suo Buddha Originale guarda indietro ai suoi tre kalpa di pratica passata come se stesse guardando le sue stesse azioni in un sogno totalmente senza principio.  
Per questo motivo, il Tathagata disse: ‘Non ci fu realmente nessun Dharma per mezzo del quale il Tathagata raggiunse il Supremo Risveglio. Se vi fosse stato, il Buddha Dipamkara non avrebbe mai predetto il mio futuro conseguimento di Buddhità". In più, il Tathagata disse: "Questo Dharma è universale ed imparziale; perciò, è chiamato Risveglio Supremo."  
Questa pura fonte ultima della Mente include tutti i Buddha, gli esseri senzienti ed il mondo fatto di montagne, fiumi, forme e non-forme. In tutte le dieci direzioni, tutto e tutti riflettono l’uguaglianza della Mente pura che sempre è penetrante e illuminante universalmente. Tuttavia, coloro che hanno una comprensione soltanto mondana, non possono riconoscere questa verità e così non riescono a identificare la vista, l’udito, il tatto, l’odorato ed il pensiero, come la mente. Oscurati dal vedere, sentire, toccare, odorare e pensare, essi non possono vedere la luminosità della Mente Originale. Se improvvisamente uno fosse senza la sua mente, la Mente Originale apparirebbe come il grande sole nel cielo, illuminando dappertutto senza ostruzione.  
La maggior parte degli studenti di Dharma conosce soltanto la vista, l’udito, il tatto, l’odorato ed il pensiero come movimento e funzione, e perciò, è incapace di riconoscere la Mente Originale proprio nel momento in cui vede, sente, tocca, odora e pensa. Tuttavia, la Mente Originale non appartiene al vedere, sentire, toccare, odorare e pensare, ma neanche è distinta o separata da queste attività. Il fatto che uno sta vedendo, sentendo, toccando, odorando e pensando non sorge da sé; e però uno non è separato da queste attività. Questo movimento non offusca la Mente, perché essa stessa non è una cosa, né qualcosa di separato dalle cose. Questa Mente, né stando ferma e né afferrando, ma capace di muoversi liberamente dappertutto in qualsiasi direzione, diventa il Bodhimandala.  
Quando le persone sentono che tutti i Buddha trasmettono la Mente-Dharma, esse fantasticano che c’è un Dharma speciale che potrebbero raggiungere. Poi esse tentano di usare la Mente per trovare il Dharma, non comprendendo che questa stessa Mente è il Dharma, e che il Dharma è questa stessa Mente. Usando la mente per cercare la Mente aldifuori, uno può passare attraverso migliaia e migliaia di kalpa di ricerca, ed ancora non potrà acquisirla. Tuttavia, se una persona improvvisamente può essere senza mente, allora essa ed il Dharma Originale sono uniti. Un figliol prodigo dimenticò che una perla era nascosta nella manica del suo stesso vestito e la cercava aldifuori, qui e là, dappertutto correndo in totale confusione e sgomento. Poi un saggio amico gli indicò la perla, e così lui la ritrovò dove era sempre stata.  
La maggior parte degli studenti di Dharma è confusa riguardo allla Mente Originale, non sapendo che il Dharma Originale è non-esistente, non essendo né dipendendo da qualcosa. Non essendo attivi né passivi e non eccitando il pensiero, essi possono improvvisamente raggiungere lo stado di Perfetto Risveglio e possono vedere di essere giunti alla condizione di Mente Originale che è davvero Buddha.  Guardando indietro alle loro precedenti pratiche in tutti i tanti kalpa, essi ora le vedono soltanto come opere spese invano. Così il figliol prodigo trovò la sua perla originale, e comprese poi che il tempo e l’energia spese finora per cercarla aldifuori, tutto era stato totalmente non necessario. Per questo motivo, Sakyamuni Buddha affermò: "Non ci fu realmente nessun Dharma per mezzo del quale il Tathagata raggiunse il Supremo Risveglio". E poiché la maggior parte delle persone trova profondi e difficili da credere questi Dharma, ci si vede costretti ad avvalersi di analogie per esprimere la Realtà Suprema.  
Gli studenti di Dharma non dovrebbero albergare dubbi riguardo al corpo, e dovrebbero comprendere che, essendo composto, come lo è, di quattro elementi, al suo interno non c’è nessun ‘sé’, o maestro, che può essere trovato. Gli skandha sono mente, ma nessun ‘sé’ o Maestro, può esservi trovato. I sei organi sensoriali, i sei oggetti di senso e le sei coscienze sensoriali formano i diciotto reami sensoriali che similmente, sono vuoti. Nascita, morte, e tutte le cose sono dappertutto vuote. Soltanto la Mente Originale è vasta e chiara. Se uno mantiene i quattro elementi di questo corpo e allevia l’ulcera della fame in una maniera libera da attaccamento, uno si nutre con il cibo della saggezza. D’altra parte, se uno insegue il gusto, non avendo riguardo per le regole della moderazione, e usa la discriminazione per cercare le cose che piacciono al palato e sazia la sua natura di desiderio, uno si sta ingozzando di cibo sensoriale.  
Il discepolo dipende dall’ascolto dell’Insegnamento di Dharma per raggiungere lo stato del Perfetto Risveglio, ma ancora potrebbe non conoscere la realtà della Mente Incondizionata. Questo è perché egli erroneamente genera pensieri riguardo all’Insegnamento, ai suoni, poteri yogici, segni di buon auspicio, parole ed attività. E se tale persona sentisse parlare di Bodhi o Nirvana e poi li mettesse in pratica per realizzare la Liberazione? perfino per la durata di tre grandi Asankhyeya-kalpa? Mai la sua pratica potrebbe realmente ottenere il Frutto della Suprema Buddhità. Questa coltivazione appartiene allo stadio di Sravaka, ed è chiamata Sravaka-buddha. Risvegliandosi improvvisamente alla propria Mente, uno trova il Buddha Reale. Nulla da praticare, nulla da raggiungere. Solo questo è il Supremo Tao, il Dharma genuino. Senza cercare la Mente, non c’è nascita; senza afferrarsi alla Mente, non c’è morte. Ciò che è né nascita né morte è il Buddha. Gli 84,000 Dharma sono utili per curare i mali degli esseri senzienti, ma essi sono soltanto espedienti usati per insegnare e convertire e ricevere tutti gli esseri senzienti.Tuttavia, solo la Vacuità Originale, senza oscurazioni e contaminazioni, è il Bodhi.  
Se gli studenti di Dharma desiderano conoscere la chiave per il successo della pratica, dovrebbero sapere che essa è la mente che non pensa a nulla. La Vacuità è il Dharmakaya del Buddha, proprio come il Dharmakaya è vacuità. La comprensione comune delle persone è che il Dharmakaya pervade la vacuità, e che è contenuto nella vacuità.Tuttavia, ciò è sbagliato, perchè noi dovremmo capire che il Dharmakaya è vacuità e che la Vacuità è il Dharmakaya.  
Se uno pensa che la vacuità sia un’entità e che questa vacuità sia separata dal Dharmakaya, o che vi sia un Dharmakaya aldifuori della vacuità, costui sta intrattenendo una visione erronea. Nella totale assenza di visioni sulla vacuità, appare il vero Dharmakaya. Vacuità e Dharmakaya non sono diversi. Esseri senzienti e Buddha non sono diversi. Nascita e morte (Samsara) e Nirvana, non sono diversi. Klesha e Bodhi, non sono diversi. Solo quello che è oltre ogni forma è Buddha.  
Le persone mondane si attaccano alla mondanità; Gli studenti di Dharma si attaccano alla Mente. Se essi lasciassero andare mondanità e Mente, potrebbero incontrare il vero Dharma. Vivere senza la mondanità può essere facile; vivere senza mente è difficile. Le persone hanno paura di vivere senza la mente e temono di fallire nei loro tentativi di provare a farlo perché pensano che non avrebbero niente su cui sostenersi. Tuttavia, la Vacuità Originale non è il vuoto, ma il genuino Dharmadhatu.  
Da tempi senza inizio, la natura della Mente Risvegliata è la stessa della Vacuità, cioè l’assoluta non-dualità di nessuna nascita o morte, nessuna esistenza o non-esistenza, nessuna purezza o impurità, nessun movimento o calma, nessun giovane o vecchio, nessun interno o esterno, nessuna forma e aspetto, nessun suono e colore. Né sforzandosi né cercando, uno non dovrebbe mai usare l’intelletto per capire, né dovrebbe usare le parole per esprimere la Mente Risvegliata. Uno non dovrebbe mai pensare che vi sia un luogo o le cose, il nome o la forma. Solo allora si comprende che tutti i Buddha, i Bodhisattva e gli esseri senzienti possiedono lo stesso naturale stato di grande Nirvana.  
La Vera Natura è Mente; la Mente è Buddha; il Buddha è Dharma. Uno non dovrebbe usare la Mente per cercare la Mente, il Buddha per cercare il Buddha, né il Dharma per cercare il Dharma. Perciò, gli studenti di Dharma dovrebbero realizzare improvvisamente la ‘non-mente’ e dovrebbero raggiungere improvvisamente la calma e il silenzio. Far sorgere pensieri divaganti è sbagliato, ma usare la Mente per trasmettere la Mente è corretto. State bene attenti a non cercarla fuori di voi. Se voi credete che la Mente stia aldifuori, è lo stesso come prendere erroneamente un ladro per il vostro proprio figlio.  
A causa della nostra bramosia, avversione ed illusione, noi dobbiamo utilizzare shila,samadhi e prajna per purificare le nostre menti da odio, attaccamento e illusione. Se originariamente non c’è nessuna contaminazione, allora cos’è il Bodhi? In relazione a ciò, un Maestro Ch’an disse:"Qualunque Dharma insegnato dal Signore Buddha è insegnato solamente per pulire ogni mente. Senza affatto una mente che bisogno vi sarebbe del Dharma?" Quindi, non c’è affatto bisogno di tenersi stretti alla originale e pura fonte ultima del Buddha. Perfino se la vacuità fosse adornata con innumerevoli gioielli ed altri tesori, queste cose non potrebbero rimanere. Similmente, anche se la Natura di Buddha è adornata di incommensurabile saggezza e virtù, questo ornamento non avrebbe nessun luogo in cui stare. La maggior parte delle persone sono illuse riguardo alla loro propria natura e così non potranno o non vorranno risvegliarsi alla loro propria Mente.
In breve, tutte le cose sono dipendenti dalla Mente. Quando cause e condizioni si riuniscono, le cose appaiono. Quando le cause e le condizioni si separano, esse scompaiono. Gli studenti di Dharma non dovrebbero macchiare la loro pura natura dando origine ai pensieri. Lo specchio di shila e prajna è brillante e tranquillo, e permette ad uno di riflettere sul vedere, sentire, toccare, odorare e pensare.  Questa visione della sfera della Mente è soltanto un espediente usato per insegnare a quelli che sono di capacità media o inferiore, e non è una visione del Supremo Bodhi. Uno che aspira al Supremo Bodhi non dovrebbe mantenere tale visione. L’esistente e il non-esistente sono entrambi all’interno della sfera della mente che si attacca. Senza esistenza e non-esistenza c’è la non-mente, e quindi tutto è Dharma.  
Un Maestro Ch’an ha detto: "Dal momento del suo arrivo in Cina, il Patriarca Bodhidharma insegnò soltanto la visione della Mente Incondizionata e diffuse solo la visione del Dharma Incondizionato."  Usando il Dharma per trasmettere il Dharma, non c’è altro Dharma. E usando il Buddha per trasmettere il Buddha, non c’è altro Buddha. Questo Dharma è Dharma "senza-parole"; questo Buddha è Buddha "senza-parole". Quindi, essi sono la fonte ultima della Mente Pura. Questo è il vero insegnamento del Ch’an.  Tutti gli altri sono falsi!  
Prajna è Mente Originale senza forma. Le persone mondane non hanno una naturale inclinazione verso il Tao, ma preferiscono invece indulgere nelle sei emozioni che sorgono a causa delle sei condizioni dell’esistenza senziente – vale a dire, gli effetti emotivi, come il desiderio o l’avversione, che sorgono quando gli oggetti dei sensi vengono in contatto le basi sensoriali interne, o dopo, nel ricordo di questo contatto. Gli studenti di Dharma che permettono il sorgere di un pensiero di nascita e morte, precipitano nel reame di Mara. Se si permette ad un pensiero di sorgere mentre uno vede, si cade nell’eresia. Quando uno desidera distruggere la nascita e morte, uno precipita nel reame dei Sravaka. Uno che non vede né nascita né morte, ed è solamente consapevole della cessazione cade nel reame dei Pratyekabuddha. Tuttavia, ci si dovrebbe chiedere: Originalmente i dharma non sanno di sorgere, così come possono essere soggetti alla cessazione? La risposta che si potrebbe ricevere è: Con questa visione non-dualistica – cioè, non avendo desideri né avversione – tutto è Mente. E solo questo è il Buddha del Supremo Risveglio!  
Le persone mondane lasciano che sorgano pensieri riguardo alla sfera della mente e così alimentano simpatie e antipatie. Se uno non vuole avere questi ostacoli, deve dimenticare la mente. Senza la mente, la sfera è vuota. Se uno non vuole il "senza mente", ma vuole solo far finire gli ostacoli nei vari reami della mente, allora costui si sta semplicemente creando più disturbi. Perciò, uno deve comprendere che tutti i fenomeni sono strettamente dipendenti dalla Mente e che la Mente stessa è irraggiungibile, se uno vuole raggiungere il Buddha del Supremo Risveglio.  
Studenti della Prajna, anche se voi cercate l’unico Dharma e non vi preccupate dei Tre Veicoli, anche questo Dharma unico è non-raggiungibile, Se qualcuno dice di poterlo raggiungere, costui è davvero una persona arrogante, ed invero è uno di quelli che lasciarono l’Assemblea del Loto, rifiutando di ascoltare l’Insegnamento del Sutra del Loto che il Tathagata così disse: Non vi fu realmente nessun Dharma per mezzo del quale il Tathagata raggiunse il Supremo Risveglio". Purtuttavia, vi è una non-detta, silenziosa comprensione. C’è solo questo!
Quelli che sono vicini alla morte, proprio allora comprendono che i cinque skandha sono vuoti, che la vera Mente è senza forma, e che i quattro elementi sono privi di ‘sé’. Venendo qui o andandosene, la natura di Buddha non si perde. Se uno all’improvviso comprende la Mente incondizionata e capisce che la sfera della mente è non-differenziata, egli non sarà ristretto nei tre tempi (passato, presente e futuro). Costui sarà un vero Arya (Nobile), libero dalle tendenze contaminanti. Ed anche avendo un contatto con i piacevoli oggetti dei sensi ed essendo riverito da tutti i Buddha, egli non li inseguirà. A tale persona, oggetti sensoriali terribili o disgustosi non provocheranno nessuna paura. Dimorando in uno stato ‘senza-mente’, come il Dharmadhatu, la Mente è libera da tutte le illusioni e delusioni. 
Un Maestro Ch’an disse: "Gli insegnamenti-espedienti di Sravaka, Bodhisattva, Samyak-Sambodhi e Dasabhumi, appartengono tutti al sentiero del risveglio graduale". Ma qual’è il Nirvana perfetto?  Il Nirvana perfetto è la improvvisa comprensione che la propria natura è il Buddha originale e la Mente Reale. È la improvvisa realizzazione che non ci sono né Buddha né esseri senzienti, né soggetto e né oggetti. Se questo luogo presente è la città dell’illusione, allora dov’è il perfetto Nirvana? Il perfetto Nirvana non può essere indicato perché noi siamo solamente capaci di indicare un luogo. Tutto ciò che è pensato come un luogo non può essere lo stato del reale e perfetto Nirvana. Uno potrà dare indicazioni su come ed in quale direzione esso stia, ma non si potrà mai dare un’ubicazione definita.  In ogni modo, uno potrà arrivare ad una corretta e silenziosa comprensione di esso.  
Un Icchantika, è una persona considerata come non istruibile a causa della completa assenza di fede nel suo cuore. Infatti, se alcuni esseri senzienti e Sravaka non credono che l’essere "senza-mente" sia il Buddha e il Supremo Risveglio, ecco perché essi sono stati chiamati Icchantika (infedeli). Tutti i Bodhisattva hanno fede e fiducia nel Buddhadharma, che sia l’insegnamento degli Sravaka o il Veicolo del Bodhisattva. Tutti gli esseri senzienti hanno la stessa natura di Dharma come il Buddha e, perciò, possono essere chiamati Icchantika-con-buone-radici.
Brevemente, quelli che dipendono dal loro ascolto dell’Insegnamento per raggiungere il Risveglio sono chiamati Sravaka. Quelli che contemplano i dodici nidana (anelli) dell’Originazione dipendente e così ottengono il Risveglio, sono chiamati Pratyekabuddha. La gran parte degli studenti di Dharma è risvegliata dall’insegnamento del Dharma, ma non direttamente risvegliata alla Mente. Praticando per molti kalpa, essi non raggiungono ancora il Buddha Originale. Proprio come un cane è distratto da una zolla di terra gettatagli addosso, così noi dimentichiamo la Mente Originale. Tuttavia, se uno può arrivare alla silenziosa e intima comprensione, uno arriva a conoscere che poiché la mente è Dharma, non è quindi necessario cercare il Dharma.  
La mente della maggior parte delle persone è impedita e ostacolata dai reami della stessa mente ed esse percepiscono solamente il principio di Buddha mentre è inquinato e mescolato con i fenomeni.  Perciò, esse stanno sempre cercando di sfuggire i reami della mente e di calmare la mente stessa.  Per raggiungere la Mente Pura, esse tentano di sradicare i fenomeni e trattenerne il principio, senza comprendere che i reami della mente sono ostacolati dalla Mente e che i fenomeni sono impediti dal principio. Senza mente, i reami sono vuoti; quando il principio è tranquillo, cosi lo sono i fenomeni.  Uno non dovrebbe mettere a soqquadro la Mente per un uso personale. Le persone non vogliono rendersi realmente conto dello stato di essere "Senza mente", perchè temono che se falliscono nel loro tentativo di praticare ne risulterebbe un vuoto unilaterale. Le persone sciocche tentano soltanto di eliminare i fenomeni ma non eliminano la loro mente. L’uomo saggio elimina la mente e non si preoccupa dei fenomeni. La mente del Bodhisattva è vuota, avendo abbandonato tutto quanto e non si aggrappa più né alla beatitudine né ai meriti.  
Ci sono tre gradi di rinuncia in questa pratica. Il grado più alto è la rinuncia di corpo e mente, tramite il percepire tutto, all’interno e all’esterno, come vuoto, non essendovi niente da ottenere e nulla da afferrare. Dipendendo dai limiti della sua forza d’animo, la sua fede e l’impegno per la pratica, uno fa la grande rinuncia del negativo e del positivo, dell’esistente e del non-esistente. Il grado medio di rinuncia è far seguire questa realizzazione della verità con la pratica effettiva e la non-aspettativa di ricompensa o beneficio personale. Il grado superiore di rinuncia è paragonato a tenere una torcia di fronte a sé, non essendo così né illusi né risvegliati. La rinuncia media è paragonata a tenere la torcia al proprio lato; qualche volta c’è luce e qualche volta buio. La rinuncia inferiore è simile a tenere una torcia dietro di sé, non essendo così capaci di vedere una buca o una trappola di fronte a sé. Però, la mente del Bodhisattva è vuota, avendo abbandonato tutte le cose. Non aggrapparsi alla mente del passato è rinuncia del passato; non aggrapparsi alla mente presente è rinuncia del presente; e infine non aggrapparsi alla mente del futuro è rinuncia del futuro.  
Fin dal tempo in cui il Tathagata trasmise il suo Insegnamento al Venerabile Mahakasyapa, la Mente è usata per trasmettere la Mente, e nulla separatamente da questo è necessario. Come un sigillo non può essere impresso sul cielo, così uno non lascia un marchio scritto. Come un sigillo che si imprime sulla carta, uno non lascia il Dharma. Perciò, usando la Mente per imprimere la Mente, uno ha ancora solo la Mente. Senza un’impronta negativa né una positiva, la comprensione silenziosa è difficile da raggiungere. Per questa ragione, molti studenti di Dharma studiano, ma invero pochi sono quelli che realizzano il sentiero. In ogni modo, la non-mente è la vera Mente e il non-conseguimento è il vero Conseguimento.  
Il Tathagata ha un triplice corpo (kaya). Il Dharmakaya propaga la natura di vacuità del Dharma. Il Dharmakaya predica il Dharma oltre le parole e la forma. Poiché in realtà non c’è alcun Dharma da esporre, esso insegna il Dharma della vacuità come auto-natura. Il Nirmanakaya invece propaga le sei paramita e le innumerevoli pratiche di Dharma. Il Sambhogakaya espone il Dharma secondo le varie condizioni e capacità di tutti gli esseri senzienti.  
L’unica essenza è la Mente. I sei organi sensoriali, con i loro sei oggetti dei sensi e le risultanti sei coscienze sensoriali, insieme, sono chiamati i diciotto reami. Se uno percepisce questi diciotto reami come vuoti e li riduce ad un’unica essenza, quell’essenza è la Mente. Tutti gli studenti di Dharma in teoria lo sanno, ma non possono liberarsi dalle visioni errate basate sulla dualità, sull’analisi logica di questa essenza e sull’aggrapparsi ai sei sensi. Essendo legati da questi dharma-fenomeni, essi non possono comprendere silenziosamente la Mente Originale.  
Il Tathagata apparve nel mondo per insegnare il Supremo Veicolo. Ciononostante, poiché gli esseri senzienti non erano capaci di credere nell’Insegnamento, e anzi lo calunniarono, rimasero immersi in un mare di sofferenze, fino ad affogarvi. Perciò, il Tathagata utilizzò l’espediente dell’Insegnamento dei Tre Veicoli per aiutarli. Alcuni discepoli raggiunsero una realizzazione profonda, altri una minima; ma poichè pochi o nessuno si erano risvegliati al Dharma Originale del Buddha, un sutra dichiara: "Essi non manifestano ancora il Dharma dell’Unica Mente." Questo speciale insegnamento di Mente è un Dharma senza-parole. La Scuola del Ch’an non si affida ai testi ma, piuttosto, sulla trasmissione speciale ricevuta dal Venerabile Mahakasyapa, cioè, la comprensione silenziosa e il conseguimento improvviso del Grande Risveglio, con arrivo al ‘Tao Ultimo’.  
Una volta un bhikshu chiese al suo Maestro: "Cos’è il Tao e come è praticato?".  Il Maestro rispose: "Quale è questo Tao, e cosa vuoi praticare?"- Il bhikshu chiese: "Il Tao, è ricettivo degli studenti che arrivano per istruirsi nella pratica?"-"Questo è per persone di capacità ottusa; il Tao non può essere praticato", disse il Maestro. "Se questo è per persone di capacità ottusa, qual è allora il Dharma per persone di capacità superiore?" chiese ancora il bhikshu. Il Maestro rispose: "Se uno è di capacità superiore genuina, non vi è niente da seguire, per lui. Perfino cercare se-stesso è impossibile, così come potrebbe capire il Dharma?"- Il bhikshu esclamò, "Se è così, non c’è proprio niente da cercare!"  Il Maestro replicò, "Allora risparmia la tua energia mentale" – "Ma questo, sarebbe uguale alla visione nichilistica, ed uno non potrebbe dire niente" disse il bhikshu. "Chi è quello che non dice nulla? Chi è?  Cerca di trovarlo", disse il Maestro. "Stando così le cose, perché cercare chi è quello che non dice niente?" chiese il bhikshu. Il Maestro rispose: "Se non cerchi, è ok. Ma allora, chi ti ha chiesto del nichilismo? Vedi la vacuità davanti a te, così, perché pensi che tu l’hai distrutta?"-"Potrebbe questo Dharma essere la vacuità?", chiese ancora il bhikshu. "Potrebbe mai, questa vacuità, esprimere la differenza tra il giorno e la notte? Io ti sto parlando solo per convenienza, poiché tu stai generando pensieri e mantenendo visioni su ciò che io dico", disse il Maestro. Il bhikshu allora chiese: "Uno non dovrebbe mantenere le visioni?" Il Maestro rispose: "Io non ti sto ostacolando, ma tu dovresti capire che la tua visione è un fatto emotivo. Quando sorge l’emozione, la saggezza è celata". Il bhikshu chiese: "Io sto solo parlando, perché tu lo chiami superfluo?" Ed il Maestro: "Tu non capisci ciò che dicono gli altri, così dove è la superfluità?" Il bhikshu disse: "E allora, tu hai parlato per tutto questo tempo, e tutto ciò sembrava essere allo scopo di resistere al nemico (le parole), mentre non hai dato affatto istruzioni di Dharma." Il Maestro replicò: "Devi solo realizzare il Dharma senza visioni invertite.  Le tue domande sono invertite! Quale ‘vero Dharma’ vuoi?" Il bhikshu allora osservò: "Quindi, le mie domande sarebbero invertite? E allora, che dire delle risposte del Maestro?"- Il Maestro ribattè: "Tu dovresti portare qualcosa per iilluminare la tua faccia; non ti mescolare con gli altri." Allora il bhikshu esclamò: "Proprio come un cane sciocco! Che quando vede qualcosa muoversi, abbaia alle ombre ed ai rumori". Il Maestro disse: "La Scuola Dhyana, accogliendo mutuamente tutti gli esseri senzienti dal lontano passato fino ad ora, non insegnò mai alle persone di mantenere le visioni, ma solo dichiarò, ‘Impara il Tao’." 
"Queste parole sono designate per convertire e accogliere le persone comuni, ma il Tao non può essere imparato. Se qualcuno mantiene qualche visione di apprendimento, allora egli è realmente illuso ed ingannato dal Tao. Il Tao non è nient’altro che questa mente Mahayana. Questa mente non è in nessun luogo, né interiore, né esterna, né in qualche luogo in mezzo. Quindi, in primis, uno non dovrebbe mai mantenere visioni. La cessazione della visione dualistica del ‘come’ è il Tao. Se il ‘come’ viene eliminato, la mente non è in nessun luogo. L’Originale Tao è senza nome, ma poiché le persone mondane non lo comprendono, esse sono ingannate da visioni pervertite. Tutti i Buddha appaiono nel mondo per spiegare ed insegnare questo Dharma. Siccome le persone non sono capaci di capirlo direttamente, i Buddha utilizzano metodi ed espedienti utili per insegnare il Tao. Uno non dovrebbe aggrapparsi ai nomi e generare visioni. Per esempio, quando si sta pescando, se si prende un pesce, ci si dovrebbe dimenticare della trappola di bambù. Quando uno raggiunge l’altra sponda, a quel punto dovrebbe rinunciare alla zattera."  
Nello stesso momento in cui uno capisce il Tao e riconosce la Mente, allora egli è libero di corpo e mente. Uno che arriva alla ‘sorgente ultima’ è chiamato uno Sramana. Il risultato di uno Sramana è la cessazione del falso pensare. Questo risultato non può essere raggiunto tramite la cultura mondana.  Usando la mente per cercare la Mente e dipendendo da altri per l’intuizione, come può uno acquisire o raggiungere il Tao? Gli antichi praticanti erano in possesso di saggezza. Soltanto sentendo alcune parole di Dharma, essi raggiunsero improvvisamente lo stato oltre lo studio ed il pensiero. Al giorno d’oggi, le persone vogliono cercare solamente la cultura mondana, credendo erroneamente che avere più conoscenza porti ad una migliore pratica. Esse non sanno che maggior erudizione porta soltanto a più ostacoli nella loro pratica. Se ad un bambino si dà da mangiare sempre più crema, chissà se lui la digerisce o no? Similmente, l’Insegnamento dei Tre Veicoli è comparabile a mangiare molto senza una corretta digestione. Ogni studio senza la corretta digestione è veleno. Queste cose nel reame di produzione e annientamento esistono, e perché non nel Bhutatathata? Cioè, nello stato assoluto della Talità o Quiddità, o come le cose sono in realtà, prive della consueta distorsione a causa dei klesha? Non c’è nulla in nessun luogo. Raggiungere il Bhutatathata e l’Incondizionato, significa spazzar via tutte le precedenti visioni e rimanere nella vacuità senza la falsa discriminazione.  
Quale è l’Utero del Tathagata? È la Vacuità, il Dharma regale, che appare nel mondo per confutare tutte le cose relative. Perciò, il sutra dichiara: "Non vi fu in realtà alcun Dharma per mezzo del quale il Tathagata raggiunse il Supremo Risveglio". Queste parole sono state convenientemente usate solo per spazzar via quelle visioni pervertite. Senza il concetto interiore-ed-esteriore di visioni pervertite, non c’è niente da cui dipendere o su cui aggrapparsi. Questa, invero, è la realtà dell’Incontaminato.  Tutto l’insegnamento dei Tre Veicoli è soltanto medicina per deboli malati; tutti i vari insegnamenti sono soltanto espedienti idonei alle provvisorie necessità degli esseri senzienti. Ma nondimeno, non si dovrebbe essere confusi da questo Insegnamento. Se uno non genera visioni né si afferra alle parole, non c’è (bisogno del) Dharma. Perché? Perché non c’è nessun Dharma fisso da dover esporre, per il Tathagata. Nella mia scuola di Dhyana (ch’an) non si parla mai di questa questione. Il vero scopo dell’Insegnamento è di fermare il pensare falso; non significa certo di voler essere utile agli scopi di pensare, ponderare e fare l’analisi intellettuale.  
Una volta, un bhikshu dichiarò al suo Maestro: "Tu hai detto che, soprattutto, la mente è Buddha, ma io non so quale mente è il Buddha". "Quante menti hai?" domandò il Maestro. "La mente mondana o la mente santa, sono il Buddha?" chiese il Bhikshu. Il Maestro allora chiese: "Precisamente, dove si trovano la mente mondana e la mente santa?" Il bhikshu osservò: "I Tre Veicoli parlano di mondano e santo continuamente, così come puoi dire che esse non esistono?" Il Maestro rispose: "Mondano e santo sono spiegati molto chiaramente nei Tre Veicoli. Tu non lo capisci, e ti aggrappi ad essi come oggetti. Non sarebbe incorretto pensare alla vacuità come realmente esistente? Spazza via la visione mondana-e-santa. Non c’è Buddha fuori della Mente. Il Patriarca venne dall’Ovest solamente per indicare che le menti delle persone sono il Buddha. Tu non riconosci questo ed insegui attivamente il Buddha. Tu non riconosci questo ed attivamente insegui il Buddha fuori-di-te, ingannando così la tua stessa mente. Per questa ragione, io parlo della Mente come Buddha. In realtà, generando un solo pensiero, uno precipita nei sentieri eterodossi. Fin da tempi senza inizio, non c’è alcuna differenzia-zione o discriminazione, la Vacuità è il Risveglio Incondizionato."  
Il bhikshu riprese: "In quale teoria, si dice così’?" Il Maestro rispose: "Quale teoria cerchi? Se hai una qualche teoria, ciò è una mente differenziatrice". Il bhikshu chiese ancora: "Prima, tu hai detto che fin da tempi senza inizio non vi è differenziazione. Che teoria è questa?" Il Maestro rispose: "A  causa del tuo cercare, tu realizzi una differenza. Senza il cercare, dov’è la differenza?" Il bhikshu chiese: "Se non c’è differenza, perché dici che c’è’?" Il Maestro rispose: "Se non hai la visione del mondano-e-santo, chi può dirti che c’è’? Se il c’è’ non c’è, esso realmente c’è’! Quando la mente è mente-non-è, la mente e tutti-gli-è’ scompaiono. Dove vorresti cercare?" Il bhikshu replicò: "Se il falso può essere un ostacolo alla Mente, come si può eliminare il falso?" Il Maestro rispose: "Il falso sorgere e cessare – quello è il falso. Originalmente, il falso non ha radici ma sorge dalla discriminazione, Se uno non ha la visione pervertita del mondano contro il santo, allora automaticamente non c’è alcun falso.  Se non c’è nulla da afferrare e nulla da eliminare, abbandonando tutto- c’è solo il Buddha". Il bhikshu allora chiese: "Se già non c’è niente da afferrare, allora cosa è trasmesso?" Il Maestro rispose: "La Mente è usata per trasmettere la Mente." Il bhikshu chiese: "Se la mente può essere mutuamente trasmessa, come si può dire allora che uno sia senza mente?" Il Maestro rispose: "Solo nulla-da-ottenere è la vera trasmissione di Mente. Se uno realmente capisce, allora la mente è la non-mente e non-Dharma". Il bhikshu chiese: "Se non c’è la mente e non c’è il Dharma, dov’è la trasmissione?". Il Maestro rispose: "Quando senti la frase ‘Trasmissione della Mente’, tu pensi che vi sia qualcosa da ottenere? Il Patriarca ha detto, ‘Quando vedete la natura della mente, quello è lo stato che è oltre la discriminazione’. La Mente completa è proprio il nulla da raggiungere. E dove è il conseguimento’? Il conoscere non è presente. Che cosa pensi di questo?" Il bhikshu chiese: "Solo la vacuità che c’è di fronte a me, senza la sfera della mente! Senza la sfera della mente, allora nessuno potrebbe vedere la Mente?" Il Maestro rispose: "Quale mente vuoi vedere in questa sfera? Se tu vedi qualcosa, esso non è forse solo un riflesso nella sfera della mente? Come una persona che, vedendo il suo volto in uno specchio, pensa di vedere chiaramente la sua faccia, e gli occhi con le sopracciglia ma, in realtà, sta vedendo soltanto un’immagine o un riflesso, allo stesso modo lo è ogni riflesso nella sfera della mente. Ma cosa ha a che fare con te tutto ciò?" Il bhikshu chiese: "E come si può vedere la Mente, se non per riflesso?" Il Maestro rispose: "Se si vuole puntare dritti alla causa, occorre continuamente riferirsi a ciò da cui dipende la causa. Questo è un processo perenne, perché non vi è nessuna fine alla derivazione dipendente delle cose. Rilascia la tua presa, perché là non vi è nulla da ottenere.  Parlare in continuità di migliaia e migliaia di cose è solo tempo e fatica spesi invano."  
"Se si capisce questo, allora però anche con la riflessione non vi è nulla da ottenere?" chiese ancora il bhikshu. Il Maestro disse: "Se non c’è niente da ottenere, allora la riflessione non è necessaria. Non dipende da un discorso fatto in un sogno, che tu apri gli occhi. ‘Nulla-da-cercare’ è il principale Dharma. Questo è meglio che studiare ed imparare cento cose diverse. Con nulla da ottenere, uno ha finito il compito", continuò il Maestro. Il bhikshu ribattè: "E quale è la verità ordinaria?" Il Maestro rispose: "Perché persisti nel creare vitigni che si aggrappano? In origine, la verità è chiara e brillante.  Non è necessario fare domande ed avere risposte."  
Inoltre, si deve notare che questo stato di senza-mente è saggezza e distacco. Quindi, il camminare stare fermi, sedersi, sdraiarsi, parlare, e fare tutte le altre azioni che ogni giorno ognuno di noi fa, vengono fatte senza attaccamento e sono così trasformate in non-azione. In questa èra di fine-del-Dharma, molti studenti di Dharma nella loro pratica si attaccano alla forma ed al suono. Se solo essi fossero capaci di rendere vuote le loro menti come un albero appassito e morto, o come una pietra, o fredde ceneri, potrebbero realizzare qualcosa di questo Dharma. Altrimenti, essi potrebbero anche rischiare di attingere informazioni dal Re degli Inferni. Se fossero senza una concezione dualistica di esistenza e non-esistenza, come il sole che splende nel cielo, non risparmierebbero forse energia?  
Perciò, essere senza nessuna dimora o posizione mentale è il metodo di ogni attività del Buddha. La Mente che non dimora in nessun luogo è il Perfetto Risveglio. Se non si comprende la Incondizionata Verità, perfino con molta erudizione e diligente pratica, uno ancora non riconosce la propria Mente.  Perciò, tutte le azioni sono assurde, e così uno è un membro della famiglia del Deva-Mara. Il Maestro Ch’an Chi-Kung osservò: "Il Buddha è la nostra propria Mente! Perché cercarlo nelle parole e frasi?" "Se tu non incontri un insegnante con questa comprensione trascendente, allora dovrai prendere la medicina del Dharma Mahayana. Camminando, stando in piedi, sedendo e giacendo, per un periodo lungo di tempo, si può realizzare lo stato di non-mente se si genera la corretta combinazione di cause e condizioni. Dato che, chi non ha la capacità per il Risveglio improvviso, dovrà studiare il Tao del Dhyana (Meditazione Ch’an) per 3, 5, o 10 anni. Non c’è nessun speciale sistema o negoziazione per realizzare il Buddhadharma. Tuttavia, questo Insegnamento del Tathagata esiste come un espediente allo scopo di trasformare tutti gli esseri. E come quando uno mostra una foglia gialla ad un bambino piangente e finge che sia d’oro. In realtà, ciò non è vero, ma riesce a fermare il piangere del bimbo.  Se un insegnamento dice che c’è realmente qualcosa da raggiungere, allora non è l’Insegnamento della mia sètta, né io potrei mai essere un membro di tale sètta eretica. Il sutra afferma: ‘Non vi fu in realtà nessun Dharma per mezzo del quale il Tathagata raggiunse il Supremo Risveglio’. Questa è la verità della sètta non-eretica con la quale io mi identifico".  
Se uno realizza la Mente ‘originalmente chiara e brillante’, allora, sia il Buddha che Mara, in quanto concezioni dualistiche, sono errati. In questa Mente non c’è né quadrato né rotondo, né grande e né piccolo, né corto e né lungo. Essa è spassionata e non-attiva. Né illusa e né risvegliata, è chiarezza e vacuità. Tutti gli esseri umani e i Buddha, in mondi innumerevoli come le sabbie del Gange, appaiono come bolle nell’oceano. Nulla è migliore della "non-mente". Fin da tempi senza inizio, tutti i Buddha ed il Dharmakaya non sono diversi, non aumentano e non decrescono. Per questa ragione, se uno realmente comprende l’importanza di tale intuizione, dovrebbe coltivarla diligentemente fino alla fine della propria vita. Poiché ogni espirazione non garantisce la successiva inspirazione, tutti gli esseri senzienti dovrebbero risvegliarsi!!  
Un bhikshu chiese al Maestro: "Siccome il sesto Patriarca non studiò i sutra, come poté egli ricevere la trasmissione della tunica gialla e diventare Patriarca? Il venerabile Shen-Hsiu era il capo di ben cinquecento monaci ed insegnante di Dharma capace di esporre trenta-due sutra e shastra. Perché la tunica del Patriarca non fu trasmessa a lui?". Il Maestro disse: "Il Venerabile Shen-Hsiu aveva ancora una mente che discriminava. Il suo Dharma era orientato all’azione perché lui praticò e raggiunse ciò che ha forma. Il sesto Patriarca, in contrasto, si risvegliò improvvisamente e tacitamente comprese. 
Perciò, Il quinto Patriarca trasmise segretamente a lui, la profonda verità dell’Insegnamento del Tathagata".  
Il Gatha di Sakyamuni Buddha ‘La Trasmissione del Dharma’, dichiara: "Il Dharma Originale è non-Dharma; Il non-Dharma è il vero Dharma. Nel trasmettere il Dharma che è non-Dharma, c’è forse mai stato un Dharma?" Se uno accetta questa corretta visione, allora uno può facilmente praticare; e tale può essere realmente chiamato uno che ha lasciato la casa mondana. Quando il Venerabile Wai-Ming inseguì il sesto Patriarca sulla Montagna Ta Yu, il Patriarca gli chiese: "Che cosa vuoi, ora che sei arrivato qui? Cerchi la tunica, o il Dharma?"-"Io vengo per il Dharma, non per la tunica" rispose il Venerabile Wai-Ming. Allora il sesto Patriarca gli chiese: "Senza pensare al bene o al male, qual è il volto originale del Venerabile Wai-Ming?" Così, il venerabile Wai-Ming fu improvvisamente risvegliato e si prostrò ai piedi del Patriarca, dichiarando: "Solo la persona che beve l’acqua, sà se è fresca o calda. Il mio seguire il quinto Patriarca per trent’anni è stata solo fatica spesa invano". Ed il sesto Patriarca rispose: "Sì! Ora tu sai che, venendo dall’Ovest, l’intenzione del Patriarca (Bodhidharma) era proprio di indicare direttamente la Mente. Vedere la Natura di Buddha all’interno di sé è il Perfetto Risveglio, perché esso non dipende mai dalle parole".  
Una volta il Venerabile Ananda chiese al Venerabile Mahakasyapa: "Oltre al tramandare il manto, che altro trasmette l’Onorato al Mondo?". Il venerabile Mahakasyapa gridò, "Ananda!" – "Sì!" rispose il Venerabile Ananda. "Rivolta l’asta della bandiera che c’è davanti alla porta!", comandò il Venerabile Mahakasyapa. Questo è un eccellente esempio del sostenere e mantenere lo scopo del Patriarca. Il primo ascoltatore fra i discepoli del Buddha fu proprio il Venerabile Ananda, suo attendente per circa trent’anni. Tuttavia, le sue uniche ragioni di ascoltare il Dharma erano di acquisire grande erudizione. Perciò, il Buddha così lo sgridò: "Imparare per un solo giorno il Tao è più che acquisire conoscenza per mille anni". Se gli studenti di Dharma non imparano il Tao, è difficile perfino la digestione di una goccia d’acqua.  
Un bhikshu chiese al Maestro: "Come si può praticare con gradi o senza gradi?" Il Maestro rispose: "Prendendo il proprio pasto ogni giorno, uno non mastica mai un grano di riso. Camminando ogni giorno, uno non avanza mai sulla terra". Senza discriminazione tra sé e gli altri, uno vive nel mondo, non ingannato da nulla. Questa è una persona genuinamente libera il cui pensiero è oltre nome e forma. Trascendendo i tre periodi di pensiero, egli capisce che il periodo precedente non è passato, il periodo presente non resta, e che il periodo futuro non verrà. Sedendo in modo appropriato ed in pace, non legato al mondo, solo questo è ciò che si chiama Liberazione! Ognuno dovrebbe sforzarsi così diligentemente. Di migliaia e migliaia di studenti di Dharma nella Scuola Dhyana, soltanto tre, quattro, o cinque, raggiungono il frutto. Se non curiamo bene la nostra pratica, la sfortuna potrebbe facilmente sorgere nel futuro. Tutti noi dovremmo praticare diligentemente e completare in questa vita lo scopo della liberazione. Chi è che può o vuole sopportare le disgrazie per infiniti kalpa?  
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La Raccolta di Wan-Ling
Una volta, io chiesi al Maestro: "Vi sono circa cento monaci che stanno su questa montagna. Quanti di loro hanno acquisito il tuo Dharma?" Il Maestro rispose: "Sapere quanti di loro lo hanno acquisito è impossibile, perché il Tao è manifestato e compreso solamente dalla Mente, e non dalle parole. Tutti i pensieri e le parole sono usati solamente come espedienti per istruire bambini innocenti."  
Domanda: "Qual’ è il Buddha?" Il Maestro rispose: "La Mente è il Buddha; la non-mente è il Tao. Sii sempre solo senza mente e ferma il tuo pensare. Sii solo di quella Mente in cui non c’è né esistenza né non-esistenza, né lungo e né corto, nessun sé e nessun altri, né negativo e né positivo, e né all’ interno né all’esterno. Sappi solo, soprattutto, che la Mente non-differenziata è il Buddha, che il Buddha è la Mente e che la Mente è vacuità. Perciò, il vero Dharmakaya è solo vacuità. E non è necessario cercare qualunque cosa quale che sia, e tutti quelli che continuano solamente a cercare qualcosa prolungano la loro sofferenza nel samsara. Perfino se stessero praticando le Sei Paramita per tanti kalpa innumerevoli quanti sono i granelli di sabbia del Fiume Gange, essi ancora non arriverebbero al Supremo Livello. E perché no? Proprio perché tale pratica dipende da cause primarie e secondarie, e quando queste cause si separano, il praticante di questo sentiero sarà solo arrivato appena al livello dell’impermanenza. Perciò anche il Sambhogakaya ed il Nirmanakaya non sono il vero Buddha. E neanche colui che diffonde il Dharma è il vero Buddha. In realtà, quindi, ognuno dovrebbe riconoscere che solamente la propria Mente è il Buddha Originale."  
Domanda: "La ‘non-mente’ santa è Buddha, ma il ‘senza-mente’ mondano potrebbe infondersi nella vacuità?" Il Maestro rispose: "Non trattenere il concetto di santo né di mondano; non pensare né alla vacuità né alla tranquillità, nel Dharma. Poiché, fin dall’origine non c’è nessun Dharma non-esistente, non è necessario avere una visione di esistenza così. Inoltre, i concetti di esistenza e non-esistenza sono tutte visioni pervertite proprio come l’illusione creata da un film girato davanti ad occhi malati.  Analogamente, le percezioni del vedere e sentire, proprio come il film che crea l’illusione per occhi malati, provocano gli errori e le illusioni di tutti gli esseri senzienti. Essere senza motivo, desiderio o visione, e senza compromessi, è la Via del Patriarca. In più, essere senza il motivo è il principio che permette il fiorire del Buddha. Al contrario, la visione discriminante, che è fermamente aggrappata, incoraggia il prosperare dell’esercito di Mara."  
Domanda: "Se la Mente è già il Buddha originale, dovremmo ancora avere bisogno di praticare le Sei Paramita e tutti questi metodi?" Il Maestro disse: "Noi siamo illuminati solo nella Mente, non importa se seguiamo le Sei Paramita o gli altri metodi. Però, tutti questi metodi ed insegnamenti sono usati proprio come espedienti per aiutare a salvare tutti gli esseri senzienti. L’unico scopo è di realizzare il Bodhi, la liberazione, e il Dharmakaya; perfino i quattro ‘Phala’ (Fruizioni) e i dieci stadi del progresso del Bodhisattva non sono nient’altro che un insegnamento-espediente, di sicuro non fine a se-stesso, per aiutare gli esseri senzienti a realizzare la Mente di Buddha. Poiché, in realtà, la Mente è Buddha, l’unico e solo insegnamento necessario per salvare gli esseri senzienti è che ‘LA MENTE È BUDDHA’-"  Se noi fossimo senza concetti di nascita e morte, come pure di sofferenza ed afflizione, allora non sarebbe necessario avere il Dharma del Bodhi. Quindi, tutto il Dharma trasmesso dal Buddha era ed è un espediente progettato per liberare le menti di tutti gli esseri senzienti. Tuttavia, se tutti gli esseri sono senza-mente, non è più necessario avere affatto alcun Dharma. Il Buddha ed i Patriarchi non parlano mai di nient’altro che dell’Unica Mente, che è anche chiamata il Veicolo Unico. Perciò, anche se cercate nelle dieci direzioni, voi non troverete nessun altro veicolo che sia la Verità, eccetto questa realizzazione dell’Unica Mente. Così, in un’Assemblea che ha questa Corretta Visione, non ci sono né foglie né rami – ma solamente il Veicolo Unico.  
In ogni modo, per la maggior parte degli esseri è estremamente difficile credervi o capire il significato profondo di questo Dharma. Bodhidharma venne nei due paesi di Liang e Wei, solo per diffondere la credenza esoterica nel Dharma del Venerabile Wai-Kuo e la comprensione che la Mente di ognuno è il Buddha. – ‘Senza-corpo’ e ‘senza-mente’ è il grande Tao! – Siccome tutti gli esseri senzienti hanno fondamentalmente la stessa natura, ognuno dovrebbe essere in grado di crederlo profondamente. Mente e auto-natura non sono diverse. La propria auto-natura è la Mente. La propria Mente è l’auto-natura. Spesso si dice che il riconoscimento e la realizzazione di questa identificazione di mente e di auto-natura sono oltre l’ordinaria comprensione."  
Domanda: "I Buddha realmente salvano o liberano tutti gli esseri senzienti?" – Il Maestro disse: "Non ci sono realmente esseri senzienti che siano salvati dal Tathagata. Poiché, in realtà, non c’è né ‘sé’ né non-sé, come ci può essere allora un Buddha che salva, o esseri senzienti che siano salvati?"  
Domanda: "Ci sono trentadue Laksana che tradizionalmente significa ‘salvare tutti gli esseri senzienti’ quindi, come possiamo dire che non ci sono esseri senzienti?" – Il Maestro disse: "Tutto ciò che ha forma è non-reale. Se ogni forma è vista come irreale, allora saranno percepiti Tathagata, Buddha, esseri senzienti, e la infinita varietà di forme – tutti generati dalla tua falsa visione, per la qual cosa tu  non comprendi la Mente Originale. Seppure tu mantieni una visione del Buddha come reale, allora perfino lo stesso Buddha è un ostacolo! Se ti aggrappi ad una visione di esseri senzienti come reali, allora anche gli esseri senzienti sono ostacoli. Se mantieni una visione che identifica i fenomeni come mondani, santi, puri, sporchi, ecc., anche questo sarà un ostacolo alla Illuminazione. Ed a causa di questi ostacoli nella tua mente, dovrai di nuovo trasmigrare lungo i sei sentieri illusori, divenendo fissato alla ruota della trasmigrazione (samsara), proprio come una scimmia che raccoglie un oggetto e ne lascia andare un altro, in una perenne, abituale, e monotona ripetizione.  
La cosa importante è imparare la Verità; perché se non si impara che realmente non c’è alcun santo, nessun puro, nessuno sporco, nessun grande, nessuno piccolo, ecc., ma che c’è solamente vacuità e non-azione, e che questa è solo la Mente Unica e che, da sempre, ogni ornamento è solamente un espediente per imparare la verità, allora uno si aggrappa solamente all’illusione. Inoltre, anche se tu impari a memoria i Tre Veicoli e le dodici divisioni del canone Mahayana, dovrai poi abbandonarli tutti. Perciò il Vimalakirti Sutra dichiara che proprio come una persona confinata a letto a causa di una malattia giace proprio in un letto, così c’è solo un unico Dharma che non ostruisce il Dharma – e cioè, il Dharma Non-Dharma. Solo questa visione del Dharma può penetrare i tre reami fisici, mentali e mondani, e solo esso costituisce il Buddha ultra-mondano.  
Quindi, proprio come uno si prostra, senza aggrapparsi a nulla, così questa visione non è per niente eretica, perché non essendo la Mente affatto diversa dal Dharma – la Mente che è non-azione ed il Dharma che è non-azione – allora tutto è creato dalla mente. Se la mente è vuota, allora pure ogni Dharma è vuoto, e tutte le cose sono identiche – incluso lo spazio nelle dieci direzioni – con la Mente Unica. Poiché tu mantieni una visione discriminante, hai perciò diversi nomi, forme e cose, proprio come accade ai Deva che prendono un pasto da un contenitore ingioiellato, ma il colore ed il gusto del cibo dipendono dal loro livello di beatitudine e moralità. Così, non ci fu realmente alcun Dharma per mezzo del quale tutti i Buddha nelle dieci direzioni ottennero quel che è chiamato ‘Suprema Illuminazione’. Senza differenziazione di forma o luminosità, non c’è né vittoria né sconfitta; e se non c’è vittoria o sconfitta, allora gli esseri senzienti non hanno forma."  
Domanda: "Se realmente non c’è mai stata forma nella Mente, allora come possiamo correttamente dire che è possibile salvare tutti gli esseri senzienti per mezzo dei trenta-due Laksana e le ottanta notevoli caratteristiche fisiche?" – Il Maestro rispose: "I trenta-due Laksana sono forma. Il Sutra dice che tutto ciò che ha forma è non-reale. Le ottanta notevoli caratteristiche fisiche sono apparenza.  Perciò il Sutra del Diamante ha detto: ‘Colui che mi cerca nell’aspetto esterno e mi cerca nel suono cammina nel sentiero eterodosso e non può percepire il Tathagata".  
Domanda: "La natura di Buddha e degli esseri senzienti è la stessa o esse sono diverse?" – Il Maestro rispose: "La natura di entrambi non ha tali caratteristiche come ‘stesso’ e ‘diverso’. Supponi che un ipotetico insegnamento del Triplice Veicolo discriminasse tra Natura di Buddha e natura di un essere senziente. Quindi tu seguiresti la visione di causa ed effetto, e poi formeresti ciò che potremmo dire che le loro nature hanno tali caratteristiche come ‘stesso’ e ‘diverso’. Tuttavia, supponi che il Buddha ed i Patriarchi non parlassero in questo modo, ma soltanto indicassero la Mente Unica. Allora non potrebbe esservi nessun ‘stesso’ e ‘diverso’, nessuna causa ed effetto e, eccetto per un espediente di insegnamento, nessun due o tre. Perciò, in realtà, vi è solo il Veicolo Unico!"  
Domanda: "L’incommensurabile corpo di un Bodhisattva può essere visto o non può essere visto?" – Il Maestro rispose: "In realtà, non c’è nulla da vedere. Perché no? Proprio perché l’incommensurabile corpo di un Bodhisattva è il Tathagata. Quindi, ancora, non c’è nulla da vedere. Così, non mantenere nessuna visione del Buddha e non andrai mai verso l’estremo del Buddha; non mantenere la visione degli esseri senzienti e non andrai mai all’estremo degli esseri senzienti; non mantenere la visione su esistenza e non-esistenza e non andrai mai verso l’estremo di esistenza e non-esistenza; non mantenere la visione sulle caratteristiche mondane e non andrai mai all’estremo delle caratteristiche mondane; non mantenere la visione sulle caratteristiche sante e non andrai mai verso l’estremo delle caratteristiche sante. Quindi, lo stato di semplicemente essere senza alcuna visione è ciò che è già il Corpo Incommensurabile. Se hai qualcosa che vedi, allora sei un eretico. Mentre agli eretici piace tenere tutti i diversi tipi di visioni, i Bodhisattva non vengono smossi da alcuna qualsiasi visione. Il  termine ‘Tathagata’ significa la ‘talità’ di ogni fenomeno, l’indifferenziata totalità di tutti i ‘dharma’.  
Perciò, Maitreya e tutti i santi e saggi sono anch’essi, talità, non avendo né nascita né morte, e né caratteristiche né visioni. La reale e vera espressione del Buddha è la Visione Totale. Tuttavia, se non mantieni la prospettiva della Visione Totale, non andrai mai all’estremo della Visione Totale. Ricorda che il corpo di Buddha è soltanto non-forma e non-azione, sempre cristallizzato o materializzandosi nei fenomeni, allo stesso modo come nel grande spazio della vacuità nulla è mancante e nulla è in eccesso. Non discernere il ‘sé’ contro gli altri, se discriminare in tal modo divenisse conoscenza illusoria – cioè, coscienza. Sprofonda quindi nell’oceano della totale Perfezione di Coscienza, soltanto fluendo, ritornando e andando al largo. Impara solo come essere quietamente illuminato e liberato.  Riguardo alla visione che desidera la vittoria e non desidera la sconfitta – posso solo chiedere, ‘A che serve una tale visione?’ – Io ti ho appena informato che, non importa quale che sia il consueto modo di agire o percepire, non devi lasciare la tua mente vagare. Se appena tu cesserai di mantenere una qualsiasi visione, allora non è necessario ricercare la verità. In questo senso, quindi, sia il Buddha che Deva Mara sono malvagi. Perciò Manjusri disse: "Se qualcuno dà origine ad una visione transitoria e dualistica della trascendenza e la chiama ‘realtà’, costui dovrebbe essere bandito all’estremo angolo del mondo e rinchiuso sulle due montagne di ferro’. Manjusri rappresenta la saggezza della realtà, e Samantabhadra rappresenta la conoscenza della verità relativa, perché vi è solo la Mente Unica.  Perfino la Mente stessa non è né la natura di Buddha né degli esseri senzienti. Anche se puoi avere improvvisamente una visione del Buddha, simultaneamente c’è anche la visione degli esseri senzienti.  La visione che mantiene la dualità di esistenza e non-esistenza, e di permanente ed impermanente è come se si fosse limitati e rinchiusi tra le due montagne di ferro, perché comprensione e liberazione sono ostruite da alcuna e tutte le visioni. Indicare che la Mente Originale di tutti gli esseri senzienti è il Buddha, fu l’unico scopo del Patriarca che venne dall’Ovest. Così, all’improvviso, piuttosto che in modo graduale, indicando la Mente Originale, il Patriarca mostrò che non vi era né luce né oscurità e che senza luce non c’è nessuna oscurità e senza oscurità non c’è alcuna luce. Di conseguenza, ne conseguì che non c’è ignoranza, ed anche nessuna fine dell’ignoranza. Quando uno entra nella porta del Dhyana (Ch’an), dovrebbe avere questa consapevolezza e comprensione. Questo discernimento della realtà è il Dharma – che non è altro che la consapevolezza del Buddha come nessun Buddha, e del Sangha come il Sangha della non-azione, e la realizzazione dei Tre Preziosi come un Unico Corpo.  Se cerchi di capire meglio il Dharma, non ti aggrappare al Sangha. Dovresti comprendere che non c’è niente da cercare. Ed anche, non aggrapparti al Buddha o al Dharma, perché, di nuovo, non c’è nulla del tutto da dover cercare. Non attaccarti al Buddha nel tuo cercare, perché non vi è alcun Buddha. Non attaccarti al Dharma nel tuo cercare, perché non vi è alcun Dharma. Non atttaccarti al Sangha nel tuo cercare, perché non vi è alcun Sangha. Questo è il vero e corretto Dharma!"  
Domanda: "Maestro, tu ora diffondi il Dharma, così come puoi dire che non ci sono nessun Sangha e nessun Dharma?". Il Maestro rispose: "Se pensi che io abbia Dharma da diffondere, questo significa che tu percepisci il Tathagata per mezzo del suono. Se tu realmente avessi visto il Tathagata, ciò significa che tu hai anche percepito un luogo. Il vero Dharma è nessun-Dharma! Il vero Dharma è la Mente! Quindi sii consapevole che nel Dharma di Trasmissione della Mente, in realtà il Dharma non è mai stato Dharma. Senza la visione di Dharma e mente’, noi capiremmo immediatamente che ogni mente è il Dharma. A quel punto, noi avremmo stabilito il Bodhimandala. Ricordati, non c’è realmente nulla da ottenere, perchè il Bodhimandala è senza alcuna qualsiasi visione. Per l’illuminato, il Dharma è vacuità e non-entità. Quindi, dove è mai stata contaminata dalla polvere? Tale è il Bhutatathata, nella sua purezza. Se comprendi intuitivamente questa verità, avrai gioia e libertà per sempre."  
Domanda: "Tu dici che originalmente c’è la non-esistenza. Questa visione non presume forse che la non-esistenza’ vi sia?". Il Maestro rispose: "La non-esistenza è anche non-essere’. Il Bodhi non è in nessun luogo e neanche ha nessuna tale visione".  
Domanda: "Cos’è il Buddha?". Il Maestro rispose: "La tua Mente è il Buddha. Buddha e Mente non sono diversi. Se la Mente stesse per svanire, nient’altro potrebbe essere Buddha".  
Domanda: "Se la stessa Mente di uno è Buddha, come può essere esso stato trasmesso dal Patriarca che venne dall’Ovest?". Il Maestro rispose: "Il Patriarca che venne dall’Ovest trasmise solamente la Mente di Buddha ed indicò direttamente che la Mente Originale di uno è Buddha. La Mente originale stessa non è diversa dal cosiddetto ‘Patriarca’. Se comprendi profondamente questo significato, tu allora trascendi improvvisamente i Tre Veicoli e tutti gli stadi del progresso di un Bodhisattva e potrai comprendere che, siccome tutti sono originalmente Buddha, non è necessaria nessuna pratica".  
Domanda: "Se improvvisamente ogni Buddha dovesse apparire da tutte le dieci direzioni dello spazio, quale Dharma sarebbe predicato da quei Buddha?". Il Maestro rispose: "Tutti i Buddha che appaiono dalle dieci direzioni dello spazio diffonderebbero solamente il Dharma della Mente Unica. Perciò, l’Onorato dal Mondo trasmise solo questo Dharma esoterico a Mahakasyapa. Il Dharma della Mente Unica consiste di vacuità assoluta e del Dharmakaya universale, che è chiamato ‘La Verità di Tutti i Buddha’. Non si può cercare questo Dharma nella dualità soggettiva ed oggettiva; né si può trovarlo cercandolo in libri e concetti, e né può essere percepito nel tempo o spazio. Può essere solamente compreso tacitamente in maniera silenziosa. Questa è la via d’accesso alla comprensione del Dharma della non-azione. Se vuoi comprenderlo, sii solo senza mente e sarai improvvisamente illuminato; perchè se hai l’intenzione o progetti di impararlo o desideri trovare qualcosa, ti troverai assai lontano dalla verità. Tuttavia, se non hai la discriminazione, non ti aggrappi al pensiero ed abbandoni tutte le visioni, allora la mente, in quanto ferma e stabile come un tronco di legno o una roccia, avrà la possibilità di realizzare il Tao."  
Domanda: "Ora, ci sono realmente molti pensieri falsi, così come puoi dire che non ce n’è nessuno?". Il Maestro rispose: "I pensieri falsi non hanno l’auto-natura, perché essi sorgono dalla tua mente che discrimina. Se tu riconosci che la Mente è Buddha, allora la Mente non è più falsa, né può sorgere un qualche pensiero che vede la Mente come falsa. Così, se non generi alcun pensiero, e né dai inizio al pensare, allora naturalmente non c’è nessun pensiero falso; tuttavia, quando la mente si mescola, sono creati tutti i vari generi di cose; ma quando la mente è annichilita, tutti i vari generi di cose svaniscono."  
Domanda: "Quando si mescolano i falsi pensieri, dove è il Buddha?". Il Maestro rispose: "Quando tu percepisci il mescolare di falsi pensieri, quella stessa percezione è il Buddha. Se non c’è il pensiero falso, non c’è Buddha. Perché no? Proprio perché se hai una visione del Buddha, tu penserai che c’è realmente un Buddha che deve essere raggiunto. Se hai una visione di esseri senzienti, tu realmente penserai che ci sono esseri senzienti da dover liberare. Questa è la totalità del tuo pensiero falso.  Tuttavia, se tu sei del tutto senza alcun pensiero o visione, allora dov’è mai il Buddha? Quindi ecco perché Manjusri disse, ‘Avere una qualche visione del Buddha è come essere limitati ed ostruiti dalle due montagne di ferro".  
Domanda: "Nel momento in cui percepisco, e poi raggiungo l’Illuminazione, dov’è il Buddha?". Il Maestro disse: "Da dove viene la domanda e da dove sorge la percezione? Conversazione e silenzio, movimento e tranquillità, suono e forma, sono tutti affari del Buddha, così dove altro si può cercare un Buddha? Tu non dovresti cercare di mettere un’altra testa sopra alla tua testa o di aggiungere una altra bocca alla tua bocca. Lascia solo andare qualunque visione discriminante, ed una montagna è una montagna, l’acqua è acqua, il Sangha è il Sangha, i laici sono laici; e queste montagne, fiumi, la terra, il sole, la luna e tutti i pianeti non sono assolutamente fuori dalla tua propria stessa mente.  
Anche i tre tipi di migliaia di grandi chilocosmi sono tutti il tuo proprio stesso ‘Sé’, né essi sono fuori dalla tua propria mente. Ne consegue, allora, che le montagne verdi e l’acqua blu e le moltitudini di occhi dell’infinito sarebbero proprio la Vacuità, che è assai chiara e brillante. Inoltre, se tu non hai più nessuna visione delle cose, tutti i suoni e le forme allora saranno l’occhio-di-saggezza del Buddha. Il Dharma che i fenomeni sono reali non farà sorgere una cosa solitaria che dipende da un reame che è stato creato. Infatti, per gli esseri senzienti, il Buddha usò molti diversi tipi di saggezza. Tuttavia, il Buddha parlò ogni giorno e non disse niente; e gli esseri senzienti ascoltarono da mattina a notte ma non sentirono niente. In questo senso, si può asserire che il Buddha Sakyamuni parlò di Dharma per quarantanove anni, ma però non disse mai una sola parola". 
Domanda: "Se è davvero così, allora dove è il Bodhi?". Il Maestro rispose: "Il Bodhi non è in nessun luogo! Perfino il Buddha non ha mai raggiunto il Bodhi, e così tutti gli esseri senzienti non l’hanno mai perso. Esso non può essere trovato dal corpo né cercato dalla mente. Tutti gli esseri senzienti sono, in realtà, la forma stessa del Bodhi."  
Domanda: "Come è possibile sviluppare la Mente della Suprema-Illuminazione?". Il Maestro disse: "Il Bodhi non significa un qualcosa da raggiungere. Perfino ora, nel momento in cui tu permetti ad un pensiero di sorgere, non trovi niente. Quindi, realizzando che non c’è assolutamente nulla da dover raggiungere, questa è la Mente-Bodhi. La realizzazione che non c’è nessun luogo in cui dimorare e nulla da raggiungere è il Bodhi.  Perciò, Sakyamuni Buddha disse, ‘Poiché non c’è in realtà nessun Dharma per mezzo del quale il Tathagata raggiunse l’Illuminazione Suprema, così Dipamkara Buddha predisse riguardo a me, nella mia ultima vita, "Nella tua prossima vita tu sarai un Buddha, chiamato Sakyamuni".’ Allora, è davvero chiaro, che originalmente tutti gli esseri senzienti sono il Bodhi, così non c’è nessun Bodhi da dover raggiungere nuovamente. Così, ora tu hai proprio sentito come devi sviluppare la Mente-Bodhi. Pensi dunque di avere realmente una Mente da sviluppare? Pensi che vi sia realmente un Buddha da raggiungere? Se pratichi con questa visione o in questo modo, anche in tutti i tre Asankhyeya-kalpa, tu otterresti soltanto il Sambhogakaya ed il Nirmanakaya. Cosa hanno a che fare questi con la tua Originale Mente di Buddha? Inoltre, cercare la forma della Mente di Buddha aldifuori della tua propria mente, è pura illusione, perchè quella – qualunque cosa tu trovi – non è la tua Mente di Buddha Originale."  
Domanda: "Se originalmente tutto è Buddha, come possono esservi quattro forme di nascita, le sei condizioni di esistenza senziente ed ogni sorta di differenti forme?" Il Maestro rispose: "L’universale corpo di ogni Buddha, senza aumentare né diminuire, rappresenta ovunque la perfetta combinazione.  Tutti gli esseri senzienti sono Buddha, allo stesso modo come quando una grande massa di mercurio si disperde in vari luoghi ma tutte le più piccole parti della massa restano rotonde come l’originale e proprio come tutte le parti sono contenute, in potenza, all’interno dell’originale se non si disperde.  Uno è tutto e tutti sono uno! Prendi una casa come ulteriore esempio. Noi abbandoniamo la casa di un asino per entrare nella casa di una persona. Così, allo stesso modo, abbandoniamo il corpo di una persona per ottenere il corpo di un essere paradisiaco. Finché entri nelle case di Sravaka, Pratyeka-Buddha, Bodhisattva e Buddha, tu continui ad accettare, rifiutare e discriminare fra i vari luoghi e corpi, sperimentando così la differenza – in termini di nome e forma – e continuando a soffrire. Ma dove mai c’è una tale differenziazione nella nostra Natura Originale?"  
Domanda: "Com’è possibile diffondere il Dharma e compiere gli atti di grande compassione di tutti i Buddha?". Il Maestro rispose: "Quella compassione di Buddha senza collegamento causale immediato è la Grande Compassione. Il tuo non vedere un Buddha da raggiungere è la Grande Compassione. Il tuo non vedere alcun essere senziente da dover essere liberato dalla sofferenza è la grande pietà.  Per diffondere il Dharma, né parlarne né indicarlo; per ascoltare il Dharma, niente da sentire e niente da desiderare di raggiungere. Se, come persona illusoria, tu diffondi il Dharma ad un’altra persona illusoria, o se pensi di aver capito correttamente il Dharma, anche se lo hai ascoltato da un amico virtuoso, o se lasci sorgere il pensiero di desiderare di ottenere grandi insegnamenti e compassione – queste condizioni non sono certamente la tua Mente Illuminata. Comprendendo tali visioni, alla fine tu operi senza ottenere niente".  
Domanda: "Cos’è il progresso inalterato?". Il Maestro disse: "Il tuo non permettere che sorga qual-siasi visione o idea di corpo e mente è il più elevato e il più forte progresso inalterato. Il permettere proprio che sorga il minimo pensiero è ricerca esteriore; allora, come Kaliraja, tu diventi interessato a cacciare andando qui e là. Tuttavia, la Mente che non cerca se stessa all’esterno è come Ksantyrsi.  Essere senza una qualunque visione o idea di mente-e-corpo è la Via del Buddha".  
Domanda: "Se noi pratichiamo il Dharma senza discriminazione, come facciamo a sapere che esso sia il corretto Dharma?" Il Maestro disse: "Essere senza una mente discriminante è il corretto Dharma.  Ora, quando concepisci il giusto o sbagliato o anche quando permetti ad un solo pensiero di sorgere, sorge l’idea di luogo; d’altra parte, se non sorgesse anche un solo pensiero, le idee di luogo e mente svanirebbero entrambe. In realtà, non c’è niente da cercare e nulla da trovare".  
Domanda: "Com’è possibile abbandonare i tre reami?" Il Maestro rispose: "Essere senza una visione o idea di bene e male, è abbandonare i tre reami. Il Tathagata apparve nel mondo per confutare i tre tipi di esistenza. Perciò, se tu sei del tutto senza alcuna mente, allora, improvvisamente, non c’è più nessuno dei tre reami. Per illustrartelo: Se una molecola è separata in cento parti, e novanta-nove parti sono distrutte, con una sola parte rimasta, l’esistenza di questa unica parte rimanente, come il più piccolo pensiero discriminante, rende impossibile la vittoria del Grande Veicolo. E finchè resiste anche quest’ultimo piccolo pezzo di discriminazione, svanisce pure il fatto che il Dharma Mahayana sia veramente vittorioso."  
Disse il Maestro: "La Mente è il Buddha. Tutti i Buddha e tutti gli esseri senzienti hanno la stessa natura-di-Buddha ed un’unica Mente. Perciò, Bodhidharma venne dall’Ovest, solo per trasmettere la Dottrina della Mente-Unica. Tuttavia, poiché la mente di tutti gli esseri senzienti è la stessa come la Buddha-natura originale, non c’è nessun bisogno di praticare; perché se uno riconosce la propria stessa Mente e vede la propria stessa Natura, non c’è più niente da dover cercare fuori di sé. Ma come può uno riconoscere la propria stessa Mente? Proprio quella Mente stessa che vuole percepire la Mente – quella è la Sua propria Mente – che è vuota come la Mente Originale, ed è senza parole e funzioni. Comunque, non possiamo dire che finora noi stiamo parlando di null’altro che di esistenza".  
Disse ancora il Maestro: "La vera natura della Mente è senza testa e senza coda. Questa è chiamata ‘saggezza-espediente’ ed è usata per convertire e liberare gli esseri senzienti, dipendendo dalla loro capacità. Se non c’è conversione di esseri senzienti, noi non possiamo dire se ci sia esistenza o non-esistenza. Perciò, si dovrebbe capire nel modo seguente: ‘Proprio lo stabilirsi nella vacuità – quella è la Via di tutti i Buddha. Il Sutra dice: ‘Si dovrebbe sviluppare una mente che non dimora in nessuna qualsiasi cosa’. Tutti gli esseri senzienti hanno nascita e morte in una infinita trasmigrazione perché il loro senso mentale è intrattabile, e prende sempre il sentiero dell’esistenza e dei sensi, attaccandosi così alla ruota della vita e morte – una condizione che provoca loro una perpetua sofferenza.  
Il Vimalakirti Sutra dice: "È molto difficile convertire le persone, perché le loro menti sono intrattabili come quelle delle scimmie.’Esse usano molti vari metodi per proteggersi contro la conversione; e solo gradualmente, dopo un lungo tempo, portano le loro menti sotto controllo. Perciò, quando la mente si mescola, ogni sorta di cose sono create; e quando la mente è annichilita, tutti i vari tipi di cose sono distrutte. In questo modo, tutte le cose – esseri umani, Deva, i sei modi di esistenza senziente -sono create dalla mente. Se desideri comprendere la verità, o realizzare la realtà della non-mente, devi solo fermare tutte le condizioni accessorie; vale a dire che, improvvisamente e completamente, non dovrai permettere di far sorgere i pensieri falsi e le idee discriminatorie. Senza gli altri, non c’è alcun ‘sé’, nessuna avidità, nessun odio, nessun amore, niente aborrimento; non c’è più la vittoria o la sconfitta. Così, se solo elimini tutte le illusioni, ciò che resta è la Radiante Natura Originale – cioè, il Bodhi e il Dharma. Se tu non capisci questo, allora anche se studi in maniera forsennata e pratichi diligentemente, ed anche se conduci una vita semplice, ma non arrivi mai a riconoscere la tua stessa Mente, alla fine tu dovrai sopportare solamente il frutto delle cattive azioni, forse divenendo un deva-mara, un eretico, o un dio di acqua o di terra. Quindi, che beneficio ci può essere in una tale pratica!
Il Maestro Chi Kung disse, ‘La Buddha-natura è la vostra stessa Mente, così, come potete cercarla o trovarla, attraverso parole e concetti?’ Riconoscete solo la vostra propria stessa Mente e smettete di pensare; poi i pensieri falsi e tutti i guai del mondo scompariranno automaticamente. Il Vimalakirti Sutra dice: ‘Proprio come una persona confinata in letto da malattia che sta aspettando di star bene, così voi non permettete ad alcun pensiero di sorgere. Proprio come una persona che giace in un letto con una malattia, e che per tentare di guarire ferma tutte le attività che aggraverebbero la malattia,  così, quando i pensieri falsi si fermano, il Bodhi appare’. Ora, se la tua mente è in grande confusione, anche se tu arrivi allo stadio dei Tre Veicoli e pratichi tutti i livelli del progresso di un Bodhisattva, tu starai solo restando ancora sospeso tra le visioni sante e quelle mondane. Si dovrebbe comprendere che tutto è impermanente ed instabile, che ogni potere declina; proprio come una freccia scagliata su nel cielo, finendo l’energia della spinta, poi cade in terra, così gli esseri umani girano attraverso i vari stati di trasmigrazione, continuamente tra nascita e morte. Se noi non comprendiamo il Dharma e la pratica, ed invece continuiamo soltanto a soffrire e ad operare nell’ignoranza, non realizzando niente, questo non è forse il più grande errore?"  
Il Maestro Chi Kung ha detto: "Se non studiate con un insegnante della realtà ultramondana, allora è inutile che poi prendiate la medicina del Dharma Mahayana. Piuttosto, se mentre camminate, state fermi, sedendo o giacendo, ecc., appena imparate ad essere ‘senza-mente’ e senza discriminazione o dipendenza da qualsiasi cosa. Allora, non dovrete imparare a stare senza attaccarvi. Così, voi sarete prosperi e felici, come avete sempre desiderato, anche se agli altri potreste apparire di essere solo uno sciocco. Nessuno al mondo vi riconoscerà, ma voi non avrete bisogno che loro vi riconoscano.  La vostra mente diverrà dura come una pietra grezza senza crepe – nulla di nulla potrà frantumare la vostra mente. Stare fermamente senza attaccamenti corrisponde un pò a questo stato. Passando diretti attraverso la regione dei tre reami dei sensi, si è improvvisamente nella Realtà ultra-mondana.  Non afferrarsi neanche ad una piccola scintilla della mente è la impassibile saggezza. Non creando il karma di esseri umani e deva, non si creerà il karma degli inferni. Non permettete ad alcun qualsiasi pensiero di sorgere, e sarete al termine di qualunque mente condizionata. A questo stadio, poi, il corpo e mente non sono ancora liberi di non-rinascere, ma però rinasceranno secondo i propri auguri e desideri. Perciò, il Sutra dice: ‘Il Bodhisattva assume un corpo a sua propria volontà’. Se voi non comprendete la mente o se vi attaccate ad una qualche forma, questo crea solamente karma che appartiene al Deva-Mara. Perfino coinvolgendovi in rituali e pratiche buddiste, come la Terra Pura, se ci siete attaccati, questi saranno ostruzioni alla realizzazione del Buddha. A causa di queste ostruzioni nella vostra mente ed essendo legati alle condizioni di disciplina spinte dalla causa ed effetto, non c’è nessuna sicurezza o libertà di andare o stare in qualcuno, o tutti, i vari reami, a nostro piacimento.  
Perciò il Dharma del Bodhi era originalmente non-esistente, ma tutto l’insegnamento del Tathagata è usato come mezzo-abile per la trasformazione di tutti gli esseri senzienti. Proprio come le gialle foglie dorate, usate alla bisogna per fermare il pianto di un bimbo, non sono oro vero, così c’è un Dharma chiamato Illuminazione Suprema. Ora, se voi già capite questo insegnamento, non c’è affatto bisogno di praticare diligentemente. Eliminate solo il vostro vecchio karma e non createne più di nuovo. Così la vostra mente sarà sempre più brillante e chiara. Quindi, abbandonate tutte le visioni precedenti. Il Vimalakirti Sutra dice: ‘Eliminate tutto!’ – Ed il Sutra del Loto dice: ‘Cerca di spazzar via lo sterco dalla tua mente che si è accumulato dagli ultimi vent’anni o più. Elimina solo la visione di luoghi e forme dalla tua mente, ed automaticamente lo sterco della sofisticazione sarà eliminato. Dopo, e solamente allora, comprenderai che la Dimora del Tathagata è originalmente solo ‘Vacuità’. Il Sutra dice ancora: ‘Tutte le Terre-di-Buddha sono in realtà, vuote!’. Se pensate che qualsiasi Buddha abbia raggiunto l’Illuminazione con l’insegnamento e la pratica, non troverete nessun supporto per tale visione.  
Se uno mantiene la visione di soggetto-e-oggetto, costui si sentirà orgoglioso quando, dopo aver studiato e praticato un pò, lui penserà di aver capito tacitamente e di aver raggiunto l’Illuminazione con il metodo Ch’an. Per questa ragione, quindi, se vediamo qualcuno così, che in realtà invece non ha capito niente, noi lo sgridiamo per la sua ignoranza. Se costui ottiene il significato grazie ad altri, sarà molto felice e si sentirà superiore agli altri, creando così anche per lui le condizioni mentali le più sfortunate. Se uno studia il Ch’an con questo focus, non c’è nessuna possibilità di una comprensione profonda; perchè anche se si è permesso a costui di comprendere qualche piccola idea o teoria, uno, di conseguenza, ottiene soltanto qualche attributo della mente, ma nessuna intuizione nel Ch’an o nel Tao. Perciò, il Bodhidharma sedette per nove anni faccia al muro – un esempio perché le persone rifiutino totalmente tutte le visioni. (D’altra parte, anche chi si accorge di questo in un’altra persona, e lo fa notare, senza saper scacciare questa visione dalla sua mente, è da ritenere uno che NON HA VERAMENTE COMPRESO! – Nota del Traduttore). Quindi, essere senza motivo è la Via del Buddha.  Avere una qualunque discriminazione è raggiungere lo stadio di Deva-Mara. Per la persona ignorante la Buddha-natura non è mai persa. Per la persona illuminata non vi è niente da raggiungere. Ed in realtà, la Natura di Buddha originalmente non è né confusa, né illuminata. Bisogna ricordare che la non interruzione delle dieci direzioni dell’infinito spazio è fin dall’origine la nostra propria Mente. Ed anche se uno ha energia creativa e funzioni fisiche e mentali, non è però mai separato dalla vacuità.  In essa, il vuoto non è né grande né piccolo. È spassionata, essendo né attiva né non-attiva. Essa non è confusa né è illuminata, ed è senza una qualche visione generata da disturbi fenomenici. In essa, non vi sono né esseri senzienti né Buddha. Essa dipende dall’Assoluto Nulla, con neanche il più piccolo moto o bagliore. È fondamentalmente pura e brillante ed è identica alla paziente persistenza dell’Increato (anupatthikadharmakshanti). Il Buddha reale non ha nessuna bocca e nessun Dharma da affermare o diffondere. Si dice che noi sentiamo il vero Dharma senza orecchi, ma CHI E’ che sente? Uno dovrebbe pensare bene a questo! Non c’è realmente nulla da dire riguardo a questo!"  
Un giorno il Maestro, predicando all’assemblea nella Sala del Dharma, disse: "Se non vi risvegliate al più presto, piuttosto che tardi, quando si avvicina la fine della vostra vita, non c’è garanzia che voi non avrete delle difficoltà". A quel punto, alcuni eretici nella sala, stavano parlando ad alta voce di aver realizzato il ‘kung fu’ (un termine per indicare un certo livello di conseguimento nella pratica di meditazione). Un uomo stava sorridendo sarcastico e disse:"All’ultimo momento, io avrò ancora il mio kung fu". Il Maestro rispose così: "Mi piacerebbe sapere cosa diresti a te stesso durante il tuo ultimo respiro, per difenderti all’improvviso contro il venir catturato, ancora una volta, nel ripetitivo ciclo di vita e morte. Cerca di pensarci! Invero, dovresti avere un piano o visione per questi ultimi momenti. Ma, dimmi, dove c’è un qualche innato Maitreya e dove noi abbiamo il naturale Sakyamuni? Alcuni dicono che c’è un Cielo pieno di dèi ed un inferno di fantasmi selvaggi ed affamati. Se tu vedessi una persona ammalata, potresti dirle, ‘Stattene a letto e riposa’. Tuttavia, quando tu stesso ti ammali, tu potresti non essere in grado di focalizzare, e potresti essere confuso ed impaurito, ed incapace di restartene a letto a riposare, o anche di prendere facilmente qualche medicina. Inoltre, anche se tu potessi difenderti dalle molte spade dell’inferno e dall’olio bollente della pentola, in quel momento tu potresti del tutto non avere assistenza da alcun essere con poteri soprannaturali. Quindi tu dovresti preparare un piano per te stesso, al momento giusto, così da poterlo usarlo in caso d’emergenza. Non sprecare la tua energia. Tu non dovresti preparare il tuo piano troppo tardi, trovandoti poi in uno stato di dolore e di impotenza. Se, all’ultimo momento, la tua mente è in un flusso isterico, come potrai sfuggire il disagio e la dissoluzione del tuo corpo?!. La prospettiva è assai nera, e, mancando la visione profonda, tu saresti perduto, senza sapere come uscire da questa situazione. Ahimè! Ahimè! Sul Samadhi, uno normalmente impara solamente a dire insulsaggini sul Ch’an e sul Tao, o gridare al Buddha e sgridare il Patriarca. Tuttavia, durante l’ultimo respiro, tutto è inutile, tutto è vano! Se uno è sempre ingannato ed illuso, ed attaccato al proprio modo di vivere, sarà ancor più ingannato in  quel giorno finale. L’inferno di Avici lo ha già imprigionato, e all’ultimo momento tu stesso non potrai più scappare…  
Durante questa èra di fine-Dharma, prima che il Dharma sarà pressoché scomparso, c’è una buona opportunità ed il giusto tempo per quei monaci che hanno fatto il Grande Voto di diffondere il sacro Dharma, e di portare e trasmettere alle generazioni future, per un uso continuato, la saggezza-vitale di tutti i Buddha, e di non lasciare che il loro Voto si indebolisca o muoia. Ora, noi abbiamo diversi monaci erranti che desiderano essere responsabili, però solo per vedere e godere la luminosità delle montagne e la bellezza dei fiumi. Tuttavia, essi non sanno quanto tempo rimane loro in questa vita, perché se soltanto la minima espirazione non ritorna come inspirazione, voi siete già in viaggio per la prossima vita. Inoltre, nessuno sa quello che troverà, o ciò che lui dovrà di nuovo affrontare nella prossima vita. Ahimè! Quindi il mio consiglio a tutti i miei fratelli è di adempiere alla loro promessa durante il periodo di buona salute e di approfittare immediatamente della loro buona opportunità per l’Illuminazione. Fatelo ora! Non aspettate! Questa è l’Illuminazione Universale e Grande Liberazione, riguardo alle quali le persone comuni sono totalmente confuse. Questa confusione ed ostruzione alla comprensi0one non sono difficili da vincere. Tuttavia, se voi non avete la giusta determinazione né alcuna ambizione per praticare, ma solo voglia di parlare, ancora e ancora, riguardo a come tutto è difficile, voi non ci riuscirete. Piuttosto, dovreste ricordare l’origine del mestolo di legno – che iniziò la sua vita in e da un albero. Rammentando questo, voi dovreste cambiare il vostro modo di pensare e dovreste rivolgervi verso la Corretta Via. Se siete veramente coraggiosi, dovete cercare il Kung-an!"  
Un monaco chiese al Maestro Chao-Chou: "Un cane ha la Buddha-natura?" Chao-Chou rispose: "No!" Subito il monaco concentrò la sua mente solo esclusivamente sulla parola ‘no’. Per ventiquattro ore di ogni giorno, mentre camminava, stando fermo, sedendo e giacendo, lui praticava. Tutti i santi giorni, anche mentre mangiava e si vestiva, perfino quando andava a fare i suoi bisogni al bagno, la sua mente e l’energia mentale erano sempre tutte focalizzate verso la profonda e totale concentrazione sulla parola ‘no’. Gradualmente egli capì che il ‘no’ (wu) era, in realtà, solo proprio così. Se voi siete improvvisamente illuminati riguardo alla natura di Buddha, non potrete mai più essere ingannati sulla verità, da chiunque nel mondo, non importa quanto intelligente sia costui. In questo senso, allora, potreste dire che Bodhidharma venne dall’Ovest per generare un mucchio di problemi per niente.  Potreste anche dire che quando l’Onorato dal Mondo sollevò la mano con il fiore dorato, la sua nuda dimostrazione fu un completo fallimento. Inoltre, potreste dire anche che Yama, il Re dell’Inferno, ed anche tutti i santi e saggi, non sono affatto diversi da voi stessi. Non importa se voi ci crediate o no, perché ciò che è reale, è oltre la nostra comprensione. E perché? Proprio perché se realmente non ci fossero problemi o sofferenza nel mondo, che è basato su ignoranza ed illusione, allora non avreste bisogno di sentire paura o desiderio per nessuna qualunque cosa".  
 
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Il Gatha  (Versi di Saggezza)
Abbandonare ogni problema (che c’è) nel mondo –  
Questo è l’atto davvero più straordinario.  
Come in un’opera, afferrare fermamente la corda  
Solo per dondolare su e giù, ulteriormente avanzando.  
Se non senti questo freddo penetrante  
Che, almeno una volta, ti entra nelle ossa,
Come mai poi vieni qui ad odorare  
La calda fragranza dei fiori di susino?  
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Un Gatha di P’ei Hsiu  
Finora io ho acquisito il Dharma della Trasmissione della Mente, così com’è espresso nella Raccolta di Chung-Ling e nella Raccolta di Wan-Ling, dal Maestro Ch’an Huang-po (Hsi-Yun). Così quindi, io sono venuto per scrivere un gatha su ‘La Trasmissione della Mente’:  
 
La Mente non può essere trasmessa;  
La ‘tacita comprensione’ è la trasmissione.  
La Mente non può percepire niente di niente,  
Ma, la non-esistenza è la vera percezione.  
Il continuo ‘etichettare’ non è un’etichetta;  
Inoltre, il nulla non è non-esistente.  
Non rimanere nella Città dell’Illusione,  
O perderai la perla sulla tua fronte;  
Sii consapevole, la parola "perla" è solo un espediente,  
Perché la Città dell’Illusione, come può avere una forma?  
Solamente la Mente è il Buddha,  
Il Buddha senza alcuna nascita.  
Perciò egli sa direttamente di "essere!"  
Senza cercare di voler agire.  
Per un Buddha, il cercare il Buddha  
È soltanto un spreco di energia.  
Se tu lasci che sorga una visione del Dharma,  
Finirai solo per precipitare nel reame di Mara.  
Non separare il santo dal mondano;  
Dopodichè, il vedere e il sentire spariranno.  
Sii senza mente, proprio come uno specchio chiaro,
E così non ci sarà competizione con le cose.  
Sii senza pensieri, proprio come la radiante vacuità,  
E potrai contenere tutte le diecimila cose.  
I Tre Veicoli sono esterni al Dharma,  
Ma sapere questo, è raro nel corso di un kalpa.  
Quando uno raggiunge una tale realizzazione,   
Allora egli è l’Eroe Che Lascia il Mondo. 
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Una volta io ho udito questo gatha da un Mahasattva, che risiedeva sul lato est del fiume e che stava col Maestro Kao-An, durante il tempo in cui stava predicando il Dharma di ‘Trasmissione della Mente’ al Primo Ministro P’ei-Hsiu. Fu più o meno in quel tempo che P’ei-Hsiu scrisse questo gatha e registrò l’insegnamento del Maestro, così chiaramente e lucidamente come se stesse dipingendo un ritratto, sperando che perfino i sordi ed i ciechi si sarebbero improvvisamente risvegliati. Dato che sarebbe un peccato se il resoconto di P’ei-Hsiu delle parole del Maestro andasse perso o distrutto, io quindi l’ho registrato e compilato in queste Raccolte.
Versi di complimento della Setta Meridionale Ch’an – L’anno di Ching-Li Wu-Tzu – Maestro Tien Jen  
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Post-scriptum  
Il Dharma della Trasmissione della Mente ebbe luogo a Grdhrakuta, con un sorriso. Questo avvenne anche durante la meditazione di Bodhidharma in Shao-Shih, nel tempio in cui egli risiedeva, quando indicò direttamente la Mente. Il metodo di Shen-Kuang era di calmare la mente, mentre il maestro Ma-Tsu sentì che il solo sapere che la Mente è Buddha era sufficiente. Huang-po, Pai-Chang e tutti gli altri grandi Maestri trasmisero la Mente in modo esoterico. Dalla penetrante protezione della Grande Opportunità al fiorire della Grande Funzione – tutto dipende dalla Mente, proprio come quelle grandi onde turbolente nell’oceano dipendono da esso, e non sono mai separate dall’oceano stesso. Proprio come un pezzo di oro puro è usato per fare diversi contenitori, e nessuno dei contenitori potrà mai cambiare l’essenza dell’oro, allo stesso modo tutti i fenomeni dell’universo semplicemente illustrano e comprovano il Dharma della Mente Unica.  
Il Primo Ministro P’ei-Hsiu fu inviato di guarnigione a Hsin-An durante la Dinastia T’ang. Un giorno egli andò ad offrire incenso al Tempio Tai-un e prese visione di un dipinto appeso sul muro. Quindi, chiese ad un monaco: "Chi è quella persona nel dipinto?" Il monaco rispose: "Quello è il vero ritratto di un eminente monaco". P’ei-Hsiu osservò: "Questo ritratto è bello da vedere, ma dove è l’eminente monaco?" Il monaco non voleva rispondergli, ma proprio in quel momento il Maestro Ch’an Huang-po (Hsi-Yun) arrivò. Il Primo Ministro disse: "Io casualmente avrei una domanda da farle, perché questo virtuoso monaco è riluttante nel rispondermi. Per favore, può rispondermi Lei?" Il Maestro rispose: "Prego, quale è la Sua domanda?" Il Primo Ministro fece di nuovo la sua domanda, come prima. Il Maestro gridò rumorosamente: "P’ei-Hsiu!!!" Il Primo Ministro rispose: "Sì!"- Allora il Maestro chiese: "Dove è Lei?". Il Primo Ministro fu improvvisamente illuminato, scoprendo la perla sulla sua propria fronte. Poi lui invitò il Maestro a venire alla sua residenza, e molto rispettosamente prese i Tre Rifugi con lui, divenendo un suo discepolo. Dopodiché, egli scrisse un gatha in encomio del Maestro:  
 
Fin dalla Trasmissione della Mente da parte del Mahasattva,  
Il gigante a sette-piedi con una brillante perla sulla fronte  
Stette in Shu-Shui (Szechwan) per dieci lunghi anni,  
E solo oggi attraversando in coppa il Fiume Chang-Pin.  
Un migliaio di discepoli e grandi santi lo seguono,  
Cospargendo diecimila miglia con fiori per celebrarlo.  
Io desidero divenire discepolo e servitore di questo Maestro,  
Anche se non so a chi lui trasmetterà il Dharma. 
 
Fin da quel tempo, studenti ed insegnanti avevano reciproche qualifiche ed interazioni riguardanti lo studio del Tao. P’ei-Hsiu desiderava ascoltare il significato profondo, registrare le parole di Huang-po in un’opera intitolata Il Dharma della Trasmissione della Mente, e scriverne egli stesso la prefazione.  Tuttavia, un intrigante pubblicò questo libro più tardi nella Dinastia T’ang. Dopodiché, esso fu portato in Giappone e circolò ampiamente. Una volta, il Governatore di Yueh-chow, un benefattore con una ferma determinazione di studiare le scritture buddiste, lesse questo libro durante una sua pausa dagli affari ufficiali. Dopodichè, egli spesso mi chiese del Dharma dell’Essenza-della-mente. Allora, io molto sinceramente lo consigliai di dedicarsi alla pratica di concentrare la sua mente. Avendone ottenuto successo, egli offrì un bel po’ di soldi per la ri-stampa dell’edizione della Dinastia T’ang, e si augurò sinceramente che tutte le persone nel paese che non credevano nel Ch’an fossero arrivate a capire la loro Mente Originale. Fin dall’origine, tutti hanno la stessa fonte di grande luce che penetra ed irradia brillantemente ed universalmente, anche negli attuali tempi moderni, così come nei tempi antichi, proprio come quella lampada di luce inesauribile narrata tempo fa da Vimalakirti nella città di Vaisali.  
Un benefattore mi ha chiesto di scrivere questo poscritto, anche se uno potrebbe snobbarlo come superfluo. Sramana Da-Hsiu Cheng-Nien – Vihara dei Sei Depositi – Dinastia Sung
Primavera dell’anno di Hung-An Kuei-Wei